Meteo
«La Regione dia una mano a Rio Marina»
Il commissario Bonfissuto scrive a Rossi per la voragine al Piano: dobbiamo capire se il dissesto riguarda solo la strada
RIO MARINA. «La Regione ci aiuti». Il commissario straordinario del Comune di Rio Marina Girolamo Bonfissuto ha scritto un’accorata lettera al presidente della Regione, Enrico Rossi. L’argomento, è ovvio, riguarda la chiusura della strada provinciale al Piano e, più in generale, la sicurezza del territorio che si poggia, come confermano le indagini della Provincia, su un equilibrio idrogeologico molto precario.
La doccia fredda è arrivata martedì, con la nota della Provincia. La strada del Piano, su cui si è aperta una voragine lo scorso gennaio, non riaprirà prima di Pasqua, come auspicavano i cittadini di Rio Marina. Tornerà percorribile quando sarà realizzato un ponte di calcestruzzo speciale, in grado di bypassare la parte di terreno collassato più di due mesi fa e costellato di cavità sotterranee. Ma i tempi, purtroppo, sono lunghi. La Provincia spera, una volta riuscita nell’intento di recuperare le risorse necessarie, di aprire il cantiere prima dell’inizio della stagione estiva. È chiaro, però, che Rio Marina è sempre più col fiato sospeso, preoccupata per le ripercussioni che la chiusura prolungata della strada produrrà sul turismo e sulle attività produttive del paese.
«La preoccupazione della gente è condivisibile – spiega il commissario straordinario del Comune di Rio Marina, Girolamo Bonfissuto – il problema del collegamento viario è importante, ma dopo aver sentito i risultati delle indagini compiute dalla Provincia e dallo studio Ingeo, la nostra attenzione deve necessariamente spostarsi anche sull’aspetto, non certo secondario, della sicurezza dei cittadini». Le indagini, infatti, hanno rilevato numerose cavità nel sottosuolo, in diversi punti della Sp 26. «L’interrogativo che ci poniamo e, nella lettera, giriamo al presidente Rossi – spiega Bonfissuto – è se la fragilità idrogeologica del territorio si limita alla strada o si estende anche nei territori limitrofi, dove sono insediate abitazioni e attività produttive. Ho fatto presente a Rossi la complessità della situazione in cui ci troviamo. Una complessità che, crediamo, non possono gestire da soli la Provincia e i Comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba».
L’impressione del commissario è che le indagini della Provincia non siano in grado di fornire un quadro completo del fragile equilibrio idrogeologico su cui si poggia il territorio del Piano. In questi giorni sono arrivate al Comune segnalazioni, da verificare, di avvallamenti del terreno in alcune porzioni di territorio vicine alla strada. Nei paraggi ci sono case e alcune attività produttive, su tutte la lavanderia industriale Ilva, la centrale elettrica Enel e i pozzi dell’Asa. Gli stessi pozzi che, secondo le voci sempre più insistenti in paese, sono sospettati di essere una delle cause del dissesto del territorio. «Anche su questo aspetto vogliamo sia fatta chiarezza – sostiene Bonfissuto – non è il caso di fare allarmismi di alcun genere, ma abbiamo scritto alla Regione affinché, al più presto, siano svolti tutti gli accertamenti di cui necessita il territorio, così da capire cosa fare per garantire la sicurezza dei cittadini».
Il commissario Bonfissuto ha presieduto già due assemblee pubbliche sul tema della Sp 26 e si è dimostrato vicino alla cittadinanza in questo momento delicato. «Ho parlato con il presidente del Parco e con le attività in difficoltà – spiega – la situazione è complessa ma sono disponibile a ricercare, per quanto ci è possibile, le soluzioni adatte a ridurre il disagio per Rio Marina».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
