Il presidio
In degrado i rifugi di Acquaviva
Furono spesi 175mila euro per il restauro, servivano come base per gli arcieri
PORTO AZZURRO. Dovevano essere un simbolo. Quello legato al progetto "Elba trekking" dell'ex Comunità Montana, datato 2006. Due edifici restaurati e che oggi sono in pieno degrado. Dovevano essere il punto di ristoro per il trekking. Un progetto legato a un percorso naturalistico elbano che partiva da Cavo e giungeva fino al Perone, con varie soste presso case demaniali recuperate dall'ente. Oggi le due costruzioni, restaurate a suo tempo, sono in stato di abbandono, in mano ai vandali. «Furono spesi per il restauro delle costruzioni in località Sassi Turchini circa 175 mila euro- – dice Mario Ferrari, architetto della ex Comunità montana che con il geometra Giove aveva seguito il progetto – e altri edifici secolari demaniali si dovevano ristrutturare nel campese e in altre località, per poi dare in gestione ad associazioni per fare trekking. Con 3-4 giorni di cammino, con soste presso le case-rifugio, si potevano fare traversate dell'isola favorendo il turismo verde». Ma nel frattempo la Comunità montana diventata l'Unione dei Comuni, poi cancellata. I due edifici portoazzurrini recuperati furono concessi, facendo pagare 1000 euro l'anno di affitto, all'associazione Arcieri che li utilizzava per tenere le attrezzature e si esercitava nella vicina pineta. Ma circa due anni fa lo stop dato dal Parco a tale esperimento, perché il regolamento non prevede l'uso di armi nell'area di tutela. Da allora ad oggi totale stato di abbandono, il progetto è risultato mozzato e i due edifici sono stati danneggiati a più riprese negli infissi, nella grondaia e sono usati da qualche anonimo viandante sporcando e imbrattando i locali. Una triste storia di denaro pubblico non andato a buon fine? Chissà, magari il progetto potrebbe rivivere grazie alla Provincia? Oppure gli edifici potrebbero essere alienati per recuperare del denaro.
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