Il Tirreno

Via all’effetto turbo col dispositivo per motori marini

di Elena Pecchia
Via all’effetto turbo col dispositivo per motori marini

Ma chi è un inventore? La risposta a una domanda simile oscilla tra l'immagine di uno scienziato un po’ pazzo o quella di un serio studioso che vive e lavora in un laboratorio...

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PIOMBINO. Ma chi è un inventore? La risposta a una domanda simile oscilla tra l'immagine di uno scienziato un po’ pazzo o quella di un serio studioso che vive e lavora in un laboratorio ipertecnologico. Nedo Carli, presidente dell'associazione Inventori Toscani con sede a Piombino, ci dà una spiegazione diversa: «Gli inventori sono persone comuni che vivono nel loro tempo e cercano di trovare soluzioni nuove ai problemi di ogni giorno per migliorare la vita di tutti». Proviamo a conoscerne alcuni e a sentire le loro idee e invenzioni che potrebbero trovare una realizzazione da parte di imprenditori o potenziali imprenditori.

Cominciamo con Gianfranco Baldanzi, Giuliano Bartolini, Carlo Luci e la loro invenzione del dispositivo tubolare tronco conico applicabile alle eliche dei motori marini fuoribordo. Si tratta di un dispositivo da applicare alle due alette sporgenti sopra l'elica. Si produce così l'effetto turbo durante la navigazione oltre ad ottenere ulteriori vantaggi: protezione antiinfortunistica per l'elica, riduzione del consumo di carburante, manovre facilitate nella guida, riduzione del “beccheggio” dell'imbarcazione. Baldanzi spiega che l’idea è nata dall'osservazione in anni e anni di uscite in barca. «Insieme ai miei amici - spiega - avevamo constatato che la potenza dell'elica si disperde nell'acqua, perciò abbiamo pensato che, se avessimo concentrato il movimento dell'acqua in uno spazio più ristretto, avremmo ottenuto un effetto turbo che avrebbe potuto spingere la barca a una maggiore velocità senza spesa ulteriore di carburante. Infatti in un'elica normale le forze oblique si disperdono mentre con questo rivestimento le forze sono tutte convogliate nella direzione del natante». L’invenzione ha ottenuto il brevetto perchè soddisfaceva le tre richieste necessarie: era una novità assoluta, può risolvere un problema o approntare una miglioria, è fabbricabile.

«Abbiamo altre idee che vorremmo sviluppare. In genere - chiude Baldanzi - l'idea viene a uno di noi all'improvviso. La scintilla, insomma , è un attimo, poi ci ritorniamo, la sviluppiamo e prepariamo un prototipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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