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Concordia, infuria la polemica ma intanto si prepara il decreto

Concordia, infuria la polemica ma intanto si prepara il decreto

Scontro con Civitavecchia sulla destinazione del relitto del Giglio per lo smantellamento Il sindaco Anselmi a Roma però strappa l’impegno del governo a finanziare le opere in porto

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PIOMBINO. Una bomba ad orologeria fatta scoppiare in ritardo sulle colonne del Messaggero: una lettera del capo della Protezione civile che, non senza forzature, viene interpretata come una bocciatura di Piombino e un assist per Civitavecchia come porto per lo smantellamento della Costa Concordia.

La giornata al veleno si consuma trascinata dalle agenzia di stampa, che sfornano dichiarazioni una dietro l’altra. Prima la smentita del Gabrielli, poi il ministro Clini che definisce tutto quanto «una cortina fumogena di disinformazione, irresponsabile e patetica» e ordina una operazione chi trasparenza, facendo pubblicare sul sito del ministero dell’Ambiente l’intera corrispondenza con il prefetto Gabrielli. Le cose di ora in ora si chiariscono, fino a che ad alimentare le fiamme non interviene anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in appoggio alla battaglia che il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei (Pd)conduce da tempo.

Taglia corto Clini: «La Concordia è un rifiuto e va smantellato, recuperato e smaltito secondo le norme nazionali e le direttive europee in materia di rifiuti. A questo proposito la competenza è attribuita primariamente alla Regione Toscana». Che c’entrano, dunque, il Lazio e Civitavecchia? È evidente uno scontro d’ interessi. Ma è davvero la Concordia l’interesse?

Il sindaco Anselmi raccoglie le novità che si susseguono mentre è in viaggio per Roma, dove è fissato un incontro con il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. «Assisto tra il divertito e l’amareggiato a questa teoria di esternazione – dice – L’unico evidente scopo è quello di impedire lo sviluppo del porto di Piombino. Do atto al ministro Clini e al presidente Rossi della coerenza e della serietà con cui hanno affrontato questa vicenda. Da parte nostra continuiamo il lavoro per coniugare il rispetto delle norme ambientali necessarie per lo smantellamento della Concordia con i tempi di realizzazione delle opere previste dal piano regolatore del porto».

Lo scontro va avanti e coinvolge anche i deputati toscani del Pd Andrea Manciulli, Silvia Velo, Luca Sani, Raffaella Mariani e Paolo Fontanelli che ribadiscono che «le ricadute dell’operazione di smantellamento della nave e il conseguente rilancio occupazionale ed economico, possono almeno in parte compensare la crisi delle acciaierie». I deputati laziali del Pd replicano con un altro colpo basso: un’ interrogazione urgente Passera.

Al ministero però il sindaco Anselmi c’è fisicamente e esce soddisfatto dall’incontro. Il governo è intenzionato a varare il decreto per finanziere le opere nel porto di Piombino prima della sua scadenza. Un gol che chiude la gara, almeno quella giocata ieri, a favore di Piombino. (g.p.)

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