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Assemblea aperta per fare il punto sulla crisi siderurgica
Fim, Fiom e Uilm sollecitano l’intervento dello Stato e polemizzano con chi critica l’arrivo della Concordia
PIOMBINO. Mentre la politica s’interroga, le fabbriche chiudono. Per questo Fim, Fiom e Uilm rilanciano l’azione in difesa del polo siderurgico. Caldeggiando, contemporaneamente, l’operazione Concordia.
Hanno convocato un’assemblea di tutti i delegati, aperta ai cittadini, alle forze poltiche e ai rappresentanti delle istituzioni ai vari livelli. Preoccupa, questa fase di stallo accerchiata da troppi punti interrogativi che richiedono le risposte di una regia nazionale sulla siderurgia. Quella regia chi i sindacati chiedono da anni.
La riunione è fissata per lunedì 8 aprile. La sede è ancora da definire ma è possibile che sia il Centro giovani ad ospitare una discussione che dovrebbe uscire dai binari della formalità per riallacciare il filo tessuto con la mobilitazione e la solidarietà, e riapprodare al tavolo di uno Stato da cui ottenere azioni rese tanto più urgenti dalla crisi persistente dei mercati.
«La situazione politica così incerta non facilita le cose ma chiedere il rispetto degli impegni assunti a dicembre dal governo, quando fu indicato il commissario Piero Nardi per la Lucchini, è indispensabile», commenta Vincenzo Renda, segretario provinciale della Uilm. Il riferimento diretto è al mantenimento delle attività produttive e alla ricerca di un partner, assicurati dal sottosegretario De Vincenti.
I sindacati sono convinti che le Acciaierie, non solo potrebbero salvarsi, ma diventare un' occasione di sviluppo se il governo favorisse le possibili sinergie tra i vari stabilimenti di Genova, Taranto e Trieste.
Pena, un possibile frazionamento degli stabilimenti ed il conseguente ridimensionamento degli organici in tutti i siti industriali.
Nelle preoccupazioni dei sindacati, emerge di nuovo quella che Fim, Fiom e Uilm definiscono una priorità: la mancanza di sicurezza legata alla scarsità delle manutenzioni. Si riaffaccia lo spauracchio degli anni bui, degli infortuni ripetuti e gravissimi.
Rispetto alla rottamazione della Concordia, Renda va oltre l’idea della boccata d’ossigeno per l’economia locale: «Un adeguamento dei fondali, ad esempio, consentirebbe lo sviluppo dell'area portuale a vantaggio delle nostre industrie e della loro competitività. Stesso discorso per la viabilità».
E intanto, nella loro nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm liquidano come atteggiamento presuntuoso, quello di chi si oppone all’arrivo della nave «e ad un progetto che può rivelarsi un investimento per il futuro di Piombino».(v.p.)
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