Italia
Furti ai bancomat, presa tutta la banda
Blitz a Napoli dei carabinieri elbani: due arresti e due denunce per i colpi dello scorso autunno agli sportelli della Mps
PORTOFERRAIO. Altri due arresti e due denunce a piede libero. Così è salito a 12 il numero dei componenti della banda dei bancomat inchiodati dai carabinieri elbani per i furti con scasso perpetrati a quattro sportelli bancari dell’Elba, tra lo scorso settembre e gennaio. E il cerchio potrebbe non essere chiuso del tutto. Con un blitz a Napoli i militari del nucleo operativo di Portoferraio hanno infatti dato seguito alle indagini, chiuse a metà gennaio, relative alla prima ondata di furti alle banche Mps: il 9 settembre a Marciana, La Zanca e Marciana Marina per circa 86mila euro in contanti, il 14 novembre a Marina di Campo per oltre 70mila euro. Le indagini portate avanti con meticolosità dai carabinieri del Norm in collaborazione con le stazioni di Marciana Marina e Campo nell’Elba sono servite per risalire ai responsabili dei furti, cinque persone arrivate da Napoli. Solo la prima batteria, però. Questo perché, lo scorso 19 gennaio, grazie anche alle informazioni raccolte durante le indagini, i carabinieri elbani riuscirono ad arrestare in flagranza di reato, proprio a bordo del traghetto, altri otto ladri provetti che avevano preso d’assalto un altro sportello banconat a Lacona. Tra di loro c’era Michele Carrotta, napoletano di 34 anni, l’unico ad essere entrato in azione sia a gennaio che nei colpi di settembre e novembre. Il 14 marzo i carabinieri, con i colleghi napoletani, sono andati a prendere a Napoli, su ordine del Gip Gioacchino Trovato, gli altri quattro responsabili. Due di loro, Ciro Zinno di 44 anni e Giuseppe Amato di 26 anni, sono stati arrestati. Altri due, un 39enne e un 30enne, sono stati denunciati. In tutto i militari elbani hanno portato a termine sette perquisizioni, nel corso delle quali sono state rilevate parecchie prove di riscontro, arnesi da scasso, ricetrasmittenti, telefonini, appunti, piantine e manoscritti, oltre alla “lista della spesa” con gli attrezzi da scasso da comprare nei prossimi colpi, progettati nelle province di Cuneo e Asti. Le perquisizioni hanno portato inoltre all’arresto per motivi non riconducibili alle vicende elbane di Onofrio Carbone, 55 anni già sorvegliato speciale, che custodiva in casa documenti falsi e arnesi da scasso.
Le indagini portate a termine con successo dall’Arma serviranno come base di partenza per ricostruire colpi messi a segno in altre parti d’Italia. Gli sportelli bancari, in prevalenza Mps, sono stati presi d’assalto in varie zone del centro nord, negli ultimi due anni. E, benchè i collegamenti con la banda in azione all’Elba siano tutti da ricostruire, il modus operandi è molto simile: porta della banca forzata con un piede di porco, fiamma ossidrica per aprire il bancomat da dietro, come una scatoletta. I colpi venivano preparati minuziosamente, con alcuni pali a breve distanza dall’istituto e altri - a gennaio furono usate quattro auto - più a distanza. Le accortezze non sono bastate, però, per sfuggire ai carabinieri. E l’Elba è stata un tabù per la banda.
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