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Una fogna corre sulla spiaggia ma è ancora mistero sulle cause
L’assessore Cecchini: «I nostri tecnici eseguiranno un sopralluogo per capire di cosa si tratti» Chi si affaccia alla balaustra può vederla insieme ai cumuli di sassi addossati alla scogliera
SAN VINCENZO. Dall’altra parte di corso Italia, sulla spiaggia a metà tra il porto turistico e lo stabilimento balneare “Nettuno”, scendendo verso sinistra dalle scale che costeggiano la balaustra d’acciaio ci imbattiamo in una sorta di scala a chiocciola in cemento sopra la nostra testa, apparentemente non terminata od oggetto di ristrutturazione. Lì per documentare i lavori relativi al primo stralcio delle opere di protezione del litorale urbano e il conseguente dragaggio per il ripascimento dell’arenile, vediamo ciò che qualcuno ci aveva segnalato. Sotto la scala in cemento troviamo una fogna a cielo aperto: sporcizia, sacchetti di plastica e un odore non proprio nauseabondo ma sicuramente non gradevole. Fogna bianca? Fogna nera? Lavori correlati al dragaggio?
Per saperne di più ci siamo rivolti all’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Elisa Cecchini, che, a sua volta, ha contattato il responsabile dell’ufficio tecnico Paolo Cosimi. «Al momento non possiamo dire niente con certezza – dice Cecchini – I nostri tecnici eseguiranno un sopralluogo per capire di cosa si tratti. Di più, al momento, non so dire».
Non è un bel vedere per chi si affaccia alla balaustra e guarda sotto. Guardando a destra, a pochi metri dal Marinaio di Talani, mucchi di sassi e non si sa che altro sono addossati alla scogliera che separa la spiaggia e il mare aperto dall’area portuale. Stiamo parlando di quella che definimmo, la scorsa estate, la spiaggia della discordia. Un caso che partì dalla denuncia del giornalista milanese Mario Rossi, il quale girò un video in cui denunciava le pessime condizioni della spiaggia libera e lo pubblicò su Youtube con il titolo di “Spiagge di serie A e spiagge di serie B”. Nel video veniva denunciato il presunto prelievo di sabbia, da parte di alcuni trattori, dalla spiaggia libera per portarla sugli arenili privati, scaricando sulla spiaggia libera (individuata dal Comune come punto di stoccaggio dei sassi) la sporcizia. Il Consorzio Sabbia Etrusca, responsabile della pulizia dell’arenile, ha sempre smentito assicurando poi che i cumuli stoccati lì su mandato comunale sarebbero stati portati via a breve. I cumuli di sassi (e non solo) aumentarono però fino ad alcuni metri d’altezza, e le proteste sfociarono in una raccolta firme e alla creazione di un comitato i cui portavoce si riunirono con il sindaco Michele Biagi e gli assessori. C’è da dire che molto è stato portato via ma i cumuli ci sono ancora, sebbene di altezza minore (un metro o un metro e mezzo). Il sindaco si impegnò a far sparire il tutto entro la primavera 2013. Speriamo, la prossima estate, di non dover vedere altri comitati e proteste, e di apprezzare una spiaggia (una delle ultime di libera fruizione nel centro urbano) trattata in modo decoroso.
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