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Tolto il dente, ma il dolore resta

Tolto il dente, tolto (ma non sempre) il dolore. Il celebre proverbio viene infatti oggi sfatato dalla pratica medica. Un disturbo certo minore rispetto a quello avvertito prima dell’anestesia,...

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Tolto il dente, tolto (ma non sempre) il dolore. Il celebre proverbio viene infatti oggi sfatato dalla pratica medica. Un disturbo certo minore rispetto a quello avvertito prima dell’anestesia, comunque tale da creare un continuo stato d’ ansia ed una condizione di particolare disagio. La novità in tal senso viene ora da Milano. Nell’incontro stampa promosso da Msm, è stato presentato uno studio su un farmaco già in uso per i dolori articolari artrosici e reumatici, l’etoricoxib, però allargato a quelli della chirurgia dentale. Adesso sappiamo che un’unica somministrazione con apposito dosaggio è in grado, qui, di controllare il dolore oltre le prime sei ore dall’assunzione. Si tratta di un diffuso dolore acuto su cui la molecola, al di là dell’azione antinfiammatoria, si dimostra un ottimo antidolorifico. Ciò si spiega, fra l’altro, per il rapido e completo assorbimento. Ma il discorso si dimostra più ampio ed importante sul piano clinico. La metà dei pazienti in un ambulatorio medico chiede d’essere visitata e curata perla presenza d’ una sintomatologia dolorosa. Non va cioè dimenticato il milione quasi di toscani che soffre d’artrosi e malattie reumatiche. “Qui – ha spiegato Marco Matucci Cerinic, professore ordinario di Reumatologia all’Università di Firenze – il dolore può essere invalidante e, nel momento in cui tende a diventare cronico, agisce con un effetto a volte devastante sulla vita lavorativa e di relazione del paziente. È come vivere in una gabbia che obbliga ciascuno a fare i conti con la propria vita quotidiana, con quanto puoi o non puoi fare. Nelle malattie osteoarticolari ciò rappresenta un elemento costante, che muta via via d’intensità , frequenza e durata, ma non se ne va e nel tempo è destinato addirittura a limitare tutte le attività, da quelle lavorativa a quelle personali e sociali.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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