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«L’isola incasserà 31 milioni in 10 anni»
Orsini elenca i benefici economici del passaggio al Comune unico: somme pesanti in tempo di crisi
PORTOFERRAIO. «Il sindaco Simoni definisce fantasiosi e propagandistici i contributi finanziari straordinari che in rispetto alle leggi vigenti verranno erogati al Comune dell’Isola d’Elba. Oltretutto è il primo cittadino di un comune seduto su una montagna di debiti pregressi che hanno già portato all’aumento delle imposte locali». Gabriele Orsini, portavoce del comitato per il Comune unico va all’attacco, quando manca poco più di un mese al referendum per la fusione degli otto comuni elbani. Il risparmio è uno degli argomenti principali portati avanti dal comitato promotore. «Quali sarebbero oggi i vantaggi finanziari che deriverebbero dalla fusione degli otto comuni in uno solo? – si chiede Gabriele Orsini – secondo la legge la fusione degli otto comuni elbani darà diritto al nuovo comune unitario a ricevere contributi straordinari – ulteriori agli ordinari trasferimenti erariali di circa 3,9 milioni di euro all’anno che continueranno ad essere erogati in ogni caso – per un importo di circa 21 milioni di euro distribuiti su 10 anni, di cui 5 milioni dalla Regione in 5 anni e 15,7 milioni di euro dalla Stato in 10 anni. L’istituzione del Comune Unico comporterà perciò un aumento del 50% dei trasferimenti finanziari verso l’Elba per i successivi 10 anni, prendendo a riferimento l’anno 2012».
A queste somme, di certo importanti, il comitato per il Comune unico aggiunge il risparmio che si realizzerà sulle voci delle spese politiche e dirigenziali che sono stimate a un milione all’anno. «Il buon fine del progetto Comune unico, che sarà possibile solo grazie al sostegno convinto degli elettori elbani – precisa Orsini – convoglierà perciò sulla nostra isola risorse finanziarie aggiuntive per 31 milioni di euro nei prossimi 10 anni. Esse potranno essere utilizzate a vantaggio di tutti i cittadini elbani nei modi che saranno decisi dalla nuova amministrazione, ad esempio per intervenire sulle aliquote di tassazione attualmente diverse per ogni comune. Non si parla di cifre di poco conto, bensì di sostegni finanziari sicuramente interessanti in tempi di crisi economica. Possono costituire un efficiente supporto al rilancio dell’Elba, amplificando gli effetti della ritrovata aumentata capacità decisionale per iniziare a chiudere gli eterni irrisolti problemi comprensoriali. Ma attenzione: questi incentivi sono erogabili solo oggi in caso di fusione volontaria a seguito di esito referendario».
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