Lavori e nuovi indirizzi, Provincia sponsor dell’Ipc
Partiti gli interventi finanziati dalla scuola per far fronte alle infiltrazioni d’acqua Kutufà: «Da noi già fatti interventi per un milione e non trascuriamo le esigenze»
PIOMBINO. Dopo le ultime, massicce, infiltrazioni legate alle piogge abbondanti all’Ipc Ceccherelli è già partito l’intervento di risanamento; problemi che, purtroppo, vanno avanti da tempo. L’edificio è di proprietà della Provincia, ma a fronteggiare la spesa si provvede coi fondi della scuola. L’austerità del governo mette a rischio la sicurezza perché i primi a saltare sono proprio gli interventi su scuole e strade. Tagli ovunque anche se la Provincia di Livorno cerca di fare il massimo per garantire progetti comunque importanti. «Le province – conferma il presidente Giorgio Kutufà – sono in una situazione di grande difficoltà. In Toscana la legge di stabilità ha tagliato alle dieci amministrazioni 121 milioni di euro rendendo impossibile approvare i bilanci di previsione. Anche perché non ci sono neppure i soldi per pagare le spese obbligate: stipendi, bollette, mutui. Meno male ci sono fondi per la manutenzione di scuole e strade. La speranza dei presidenti toscani – ricorda Kutufà – resta che il nuovo governo riduca i tagli dei trasferimenti e allenti il patto di stabilità, sboccando gli investimenti e dando nuovo respiro all’economia».
Dunque che fare per la situazione dell’immobile occupato dall’Istituto professionale servizi commerciali e turistici di Piombino? «Nello specifico – sottolinea il presidente della Provincia – la causa scatenante è un infiltrazione che si è verificata in un’aula, nel corridoio e in un bagno. Infiltrazione sanabile con un intervento specifico che potrà essere fatto dalla scuola coi fondi di manutenzione ordinaria».
Eppure si provvedesse al rifacimento completo del tetto sarebbe tutta un’altra cosa, tra l’altro su un edificio di realizzazione ventennale (l’età del polo scolastico ), a fronte di un patrimonio edilizio ben “più anziano”.
«Stiamo lavorando – assicura Kutufà – su un programma generale per una risistemazione complessiva, dove c’è bisogno. Ed è per questo che, da tempo, si va chiedendo al governo la possibilità di attuare finanziamenti straordinari per poter operare direttamente sulle scuole, in deroga al patto di stabilità. Servirebbe, come già detto, al rilancio dell’economia e a garantire più sicurezza al mondo della scuola».
Quanto la giunta provinciale abbia davvero a cuore la situazione della scuola in Val di Cornia, lo ricorda Kutufà: «Rivendico – dice – l’importanza delle scelte fatte sino ad oggi per questa scuola, che hanno determinato rumori e proteste altrove, in provincia. Abbiamo guidato – spiega – la riconversione del polo Einaudi Ceccherelli a istituto anche socio-sanitario e alberghiero, cosa che ha portato a una ripresa molto forte delle iscrizioni: si è passati dai 74 iscritti dell’anno 2010-2011 con tre sole prime ai 118 dell’anno scolastico ’12-’13, ben 10 classi prime» .
«Insomma – commenta Kutufà – una ripresa d’interesse legata proprio ai nuovi indirizzi inseriti, che hanno ridotto notevolmente il fenomeno di fuga degli studenti dalla Val di Cornia verso territori limitrofi, ma esterni, come Follonica o Cecina; era un problema, quello delle fughe, con cui si dovevano fare i conti alle iscrizioni di ogni anno scolastico».
«Abbiamo volutamente guidato e sostenuto lo spostamento verso questi diversi corsi proprio perché al passo coi tempi – specifica – Nel caso di socio-sanitario e alberghiero sono però naturalmente necessarie attrezzature più impegnative rispetto alle scuole tradizionali, ma si tratta di un tipo di investimenti che, compatibilmente con le possibilità, sosterremo ancora in futuro. Tra l’altro – conclude Kutufà – ci sono stati pure interventi sull’edificio del Ceccherelli, tra il 2011 e il ’12. Lavori alla sala polivalente, alle terrazze per una cifra che sfiora il milione di euro, a riprova che la Provincia non ne trascura le esigenze. Pur nella difficoltà estrema, leggi permettendo, siamo presenti, anche se non possiamo fare tutto quello che vorremmo».
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