Il Tirreno

Slitta la Tares, ma Esa non ha liquidità

di Stefano Taglione
Slitta la Tares, ma Esa non ha liquidità

La prima rata è posticipata in estate: così gli enti locali rischiano di non poter pagare sette mesi di attività del gestore

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PORTOFERRAIO. La Tares, la nuova e più salata tassa sui rifiuti introdotta dal governo Monti, preoccupa gli italiani. Ma se la proroga della prima rata a luglio fa respirare i cittadini, all’Elba impensierisce non poco sia Esa che i comuni. Gli enti locali rischiano di non trovare le risorse da versare all’Elbana servizi ambientali per pagarne i primi sette mesi di attività. Soldi di cui Esa ha bisogno ogni mese, per tutte quelle spese aziendali come il conferimento dei materiali in discarica, lo stipendio da versare ai dipendenti e la manutenzione del parco macchine.

Visto che la prima rata della Tares scade in estate, nelle casse dei comuni rischia di non esserci la liquidità necessaria per versare il contributo mensile al gestore dei rifiuti. Una catena, quella che va dal contribuente al consorzio, che per i primi sette mesi dell’anno risulta spezzata. Se i sindaci elbani si reputano tutto sommato tranquilli, il Comune di Portoferraio, allo stesso tempo maggior azionista e maggior cliente di Esa, non potrà pagare il gestore dei rifiuti fintanto che non verrà approvato il bilancio di previsione 2013, atteso entro aprile. L’amministrazione Peria, l’unica all’Elba ad usare la Tia anziché la Tarsu, deve prima riunirsi in consiglio per approvare il documento economico e, solo dopo, dare il via ai bonifici.

Gli altri comuni, servendosi della Tarsu, possono già corrispondere ad Esa lo stesso importo mensile calcolato sul 2012, anche se alcune amministrazioni, come Rio Elba, aspettano ugualmente di avere in mano il bilancio di previsione prima di pagare. La Tia, invece, prevede una quota variabile che il Comune non è in grado di stabilire, se non con l’approvazione del bilancio di previsione, ragion per cui Portoferraio non potrà pagare almeno fino ad aprile. Inutile dire che quest’attesa può essere deleteria per Esa.

«Abbiamo un fondo cassa superiore ai 3 milioni di euro e per il Comune non sono preoccupato – afferma il sindaco Roberto Peria – ma non potremo pagare il gestore dei rifiuti finché non approveremo il bilancio di previsione. Se sono in ansia per Esa? Un po’ si – confida Peria – ma adesso tutto dipende dai miei sette colleghi. Se anche loro, nonostante siano in condizioni di farlo, non dovessero pagare, è chiaro che Esa si troverà in difficoltà».

L’appello del sindaco di Portoferraio viene subito raccolto dal primo cittadino di Marciana Marina, Andrea Ciumei. «Esa può stare tranquilla – afferma – visto che ogni mese versiamo la nostra quota». Neanche Campo avrà difficoltà. Lo conferma il sindaco Vanno Segnini. «La ritardata riscossione della Tares crea qualche piccolo problema – dice – ma lo possiamo risolvere perché abbiamo una buona capacità finanziaria». Meno tranquillo il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, che tuttavia garantisce la quota del suo comune. «Fino a luglio qualche altro fornitore non verrà pagato – afferma – visto che avremo problemi di liquidità. Il governo Monti non ci ha aiutato». Il primo cittadino di Rio nell’Elba, Danilo Alessi, aspetta invece di avere in mano il bilancio di previsione 2013. «Il problema è aperto – afferma Alessi – e dovremo fare delle proiezioni per capire se la ritardata riscossione della Tares ci creerà difficoltà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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