Il Tirreno

Bambinello al Cotone, speranza per il futuro tra le luci dell’acciaio

Bambinello al Cotone, speranza per il futuro tra le luci dell’acciaio

Tanti cittadini alla rappresentazione del Presepe vivente in uno dei quartieri emblematici della storia della città

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PIOMBINO. Sarà perché dietro c’è la presenza ingombrante delle acciaierie. E quel falegname che lavora con la pialla per recuperare una vecchia culla (noi che buttiamo l’usato o ci si sentiamo in pace regalandolo a chi ha meno di noi) si chiama Giuseppe. Pur breve, ma di grande fascino anche quest’anno, resta il presepe vivente al parco comunale del Cotone.

Perché il Natale è comunque speranza: una frase che suona forte se pronunciata in un quartiere così rappresentativo per la vicinanza alla fabbrica, per aver dato casa agli operai, per aver accolto le etnie più diverse approdate in città.

Pecore vere nel recinto vicino alla stalla, qui i pastori si organizzano per seguire la Stella cometa e scoprire quale mai grande evento sia accaduto a Betlemme.

Tanti cittadini - comunque col fiato sospeso e non solo per il freddo - appollaiati alle staccionate per vedere Giuseppe e Maria con tra le braccia “quel” bambino, appena nato, di nome Gesù (anche se è un bambolotto).

Per un finale di commozione tra canti, balli e ringraziamenti per tutti. Direzione artistica e scenografia curate da Cinzia Bartalini con la collaborazione del gruppo 2000, del quartiere Porta a Terra Desco, la parrocchia di Santa Maria del Rosario e il tavolo di quartiere Cotone- Poggetto.(c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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