Il Tirreno

Acquisti fuori dall’Elba, meno 600 posti di lavoro

di Stefano Taglione
Acquisti fuori dall’Elba, meno 600 posti di lavoro

La Confesercenti stima un mancato incasso che sfiora i 120 milioni di euro Dalla Confcommercio appello alle istituzioni per incentivare il turismo invernale

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PORTOFERRAIO. «Gli elbani sono autolesionisti. Comprando in continente hanno portato fuori dall’isola 120 milioni di euro, che all’Elba avrebbero dato lavoro a circa 600 persone».

È quanto afferma Mauro Quercioli, presidente di Confesercenti Elba, che esprime con i numeri la sofferenza dei commercianti locali, alle prese anche quest’anno con un calo di vendite del 15-20% solo nel periodo pre-natalizio.

I negozianti sarebbero in crisi soprattutto per la consolidata abitudine degli elbani a comprare i regali negli outlet toscani o nei centri commerciali. Una pratica, diffusa da anni, che dai residenti non è vista come una mancanza di rispetto verso l’economia locale, ma come possibilità di visitare altri posti e, contemporaneamente, approfittare di una più vasta scelta di acquisti, magari a prezzi inferiori.

Ma per il responsabile elbano di Confesercenti il risultato sui bilanci delle attività è catastrofico.

«Fuori dall’Elba viene acquistato il 90% dei capi d’abbigliamento e il 30% dei generi alimentari – afferma –. Con ogni milione di euro di mancato fatturato le piccole e medie imprese potrebbero assumere cinque dipendenti. Ci sarebbe spazio per 600 lavoratori e potremmo uscire dalla crisi».

Per questo Confesercenti lancerà lo slogan “Consuma elbano” per convincere i residenti a non comprare i prodotti fuori dall’Elba.

«I commercianti non sarebbero i soli ad avvantaggiarsi – continua Quercioli – ma ne beneficerebbe l’indotto e l’assortimento stesso, con una più vasta scelta di prodotti per la clientela. E non è vero che all’Elba si paga più che fuori – sottolinea Quercioli – dato che i negozi in franchising hanno gli stessi prezzi ovunque, anche negli outlet, dove non si risparmia ma si compra merce fatta appositamente per essere venduta lì».

La battaglia di Confesercenti non trova però il sostegno di Confcommercio, che preferisce non rivolgere appelli agli elbani ma tentare di attrarre più turisti fuori stagione.

«I residenti hanno il diritto di uscire e farsi un giro nelle grandi città – afferma la presidente elbana Franca Rosso – e anziché chiedere alla gente di tornare indietro di vent’anni, mi pare più sensato guardare al futuro, anche se il danno per i commercianti è evidente. È semplicemente utopia pensare di vivere sul solo bacino locale, siamo quasi nel 2013 e la gente si muove molto più che in passato, quando c’era ancora chi dall’Elba non era mai uscito».

Per questo Confcommercio chiede, con forza, alle istituzioni dell’isola di incentivare il turismoanche quello invernale con una serie di iniziative legate anche al traghettamento, come dire prezzi.

«Io invito i miei amici a trascorrere qui le vacanze – continua Rosso – e non sono la sola. Aumentare le presenze fuori stagione mi sembra una proposta più concreta che chiedere agli elbani di non uscire, per questo alla riunione dell’Osservatorio per i trasporti marittimi di oggi proporrò un carnet di 10 viaggi a prezzi ribassati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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