Il presidio
Tamerici abbattute Su piazza Bovio si rialza la polemica
La contrarietà di diversi cittadini si scatena su Facebook L’assessore Francini: ripettato il percorso partecipato
PIOMBINO. Le tamerici a terra, e la polemica esplode. Gli utenti del gruppo Facebook «Piccoli e grandi problemi di Piombino» non se lo sono fatto dire due volte e al primo colpo di ruspa hanno subito fatto piovere sulla bacheca, uno dopo l’altro, messaggi e foto. «Bisognava per forza tagliarle? - si chiedono gli iscritti al gruppo – Gli ambientalisti ci sono solo per alcune cose. Comunque, complimenti! Non so come sarà la nuova piazza alla fine, ma in compenso vediamo come state lavorando per arrivarci!».
Presto detto, arrivano altri utenti con i link del progetto, dal video pubblicato su YouTube dall’Urp al file in pdf, disponibile sul sito del Comune. Altri utenti portano all’attenzione foto di com’era piazza Bovio prima dell’inizio dei lavori, altri pubblicano screen shot tratti dal video per mostrare quella che sarà la piazza al termine delle operazioni («Prima e dopo la cura»).
Nel giro di quarantotto ore, i tread – le discussioni aperte – sulla pagina del gruppo diventano addirittura dieci. In nessuno dei materiali pubblicati riguardo ai lavori, però, ci sono le tamerici. Il progetto, del resto, prevedeva fin dal principio il loro abbattimento: un provvedimento che però, in sede di percorso partecipativo, era stato messo in discussione da una buona parte dei cittadini coinvolti. Gli stessi che adesso si chiedono che fine abbiano fatto quelle riflessioni.
«Caro assessore Francini – sottolineano alcune voci – nel percorso partecipativo le tamerici non venivano tolte. Almeno potevano essere recuperate e portate da qualche parte. Sono piante che hanno almeno cinquant’anni! Lavatevi la bocca col percorso partecipativo, e poi fate come vi pare». Non solo. Ad altri è il progetto stesso che non va proprio giù. Piazza Bovio, spiegano tra i commenti che ormai si accumulano a decine, è una delle piazze più belle d’Italia e avrebbe avuto bisogno di un architetto di chiara fama che se ne occupasse, affinché passare dalle mani dei soli geometri. Per altri, addirittura, il discorso è l’opposto: proprio perché bella già di per sé, sarebbe stato certamente meglio lasciarla com’era, al di là di ogni discussione sul percorso partecipativo e – soprattutto – su quelle tamerici alle quali in pochissimi, ora, sentono di poter rinunciare.
Lido Francini, assessore ai lavori pubblici, però, non ci sta. «È vero – ricorda – durante le riunioni del percorso effettivamente diversi cittadini avrebbero voluto mantenere le tamerici, ma la maggior parte dei presenti era favorevole ad abbatterle per favorire una continuità all’interno della piazza. Ci siamo mossi, perciò, secondo la volontà della stragrande maggioranza delle persone coinvolte».
Mercoledì scorso, spiega ancora Francini, si è svolto il primo incontro con gli otto rappresentanti del percorso, quelle figure che, come da previsione, dovrebbero vigilare sui lavori: «Anche in quella sede abbiamo aperto una discussione, molto serena, sulle tamerici (già abbattute) e sebbene ci fossero posizioni in contrasto, alla fine la decisione è stata accolta». Il favore accordato all’operazione- taglio, prosegue l’assessore, ha anche una motivazione tecnica non trascurabile: «Dopo averle rimosse, ci siamo accorti che le tamerici erano malate. Mi sono consultato anche con chi ne sa più di me: probabilmente, qualche altro mese, e poi sarebbero cadute da sole. Non rimane che da sperare bene per quelle che sono rimaste».
Quanto alla possibilità dell’intervento-svolta di un nome di grido, «ormai il tempo è scaduto – puntualizza Francini – È vero, avevamo pensato anche a questa soluzione. Ma non sarebbe stato necessario. Nelle nostre intenzioni c’era una ristrutturazione della piazza senza troppi stravolgimenti e con interventi limitati, la pavimentazione, un’illuminazione più efficace, qualcosa sulle panchine e sui terricci. E per una cosa del genere, di certo non ci serviva Renzo Piano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
