Il presidio
«Videosorveglianza e verifiche ai porti»
Dopo i dati sui reati e la sicurezza appello di Confindustria che chiede controlli sistematici anche nei centri urbani
PORTOFERRAIO. Controlli sistematici sui porti. Ma non solo. Anche un sistema capillare di videosorveglianza nei paesi dell’isola. Nessun centro escluso. Una richiesta forte quella che parte da Confindustria e lanciata in occasione del primo appuntamento tematico dedicato dai promotori del Progetto Elba alla questione “Tribunale e sicurezza: servizi irrinunciabili per l’Isola d’Elba”. In questo caso nessuna incertezza.
«E’ stata delineata una linea di azione legale immediata e su più fronti, che sarà portata avanti dall’Associazione forense con l’appoggio e a nome di tutti i Comuni, delle Associazioni di categoria e in generale di tutta la Comunità elbana. Come per l’Ospedale – dicono da Confindustria - dobbiamo essere uniti nella difesa, a qualunque costo, anche del Tribunale. Inoltre l’Associazione forense predisporrà un progetto attuabile a medio termine, per una possibile ottimizzazione della Giustizia sull’Elba».
Ma il tema, sotto certi aspetti centrale è stato quello legato alla sicurezza.
Un problema, in questo caso per quanto riguarda l’aspetto “sicurezza”, che è tornato d’attualità sull’isola anche alla luce dopo i fatti criminali che sono avvenuti nelle settimane passate a Capoliveri.
««Dopo casi gravi come la rapina di Pareti, sono stati evidenziati - dice Confindustria - alcuni dati allarmanti, come il notevole incremento dei reati contro il patrimonio. Le Forze dell’ordine – secondo i promotori dell’iniziativa - hanno dimostrato in questi anni di saper ben proteggere il territorio ed anche in questo caso sono emerse proposte, come ad esempio la predisposizione nei centri urbani di telecamere di sorveglianza e la necessità di avere maggiori controlli direttamente sui traghetti. Quest’ultima proposta, che sarà oggetto di ulteriori verifiche e domande agli enti preposti – si spiega - intende raggiungere un obiettivo molto semplice, quello di scoraggiare l’arrivo sull’Isola di ogni tipo di delinquenza. Infatti secondo uno schema ormai consolidato generalmente chi commette un reato rilevante, generalmente arriva da fuori e riparte subito dopo averlo commesso. Un azione di controllo sui traghetti non comporterebbe ritardi per nessuno ed avrebbe a nostro avviso una funzione preventiva importante». Un progetto che presto sarà anche presentato all’attenzione delle amministrazioni comunali.
Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì prossimo, alle ore 17,30 presso la sala dell’Associazione Albergatori in Calata Italia 37. Qui si terrà il secondo convegno tematico “Parco nazionale e Amp: sì, no, come?”.
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