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Ruba in una casa e ci lascia il telefonino
Arrestato dai carabinieri e condannato a un anno e mezzo che trascorrerà ai domiciliari
PIOMBINO. Si è introdotto in una appartamento del Gagno, approfittando dell’assenza dei proprietari, rompendo il vetro della finestra del bagno. Quindi dopo aver perlustrato la casa ha trovato quel che gli interessava, due orologi d’oro, collane e anelli per un valore intorno ai 10mila euro.
Poi se n’è andato in tutta tranquillità, commettendo però un errore banale quanto micidiale: ha lasciato il telefonino nella casa appena derubata.
Così i carabinieri della stazione e del nucleo radiomobile, avvertiti dai padroni di casa al momento del loro rientro, durante il sopralluogo hanno visto subito quel telefonino. E una rapida verifica ha subito chiarito che non era di nessuno che abita in quella casa.
A quel punto gli uomini dell’Arma sono risaliti al proprietario del cellulare, e sono andati a bussargli alla porta di casa: Salvatore Tarantino, 45 anni, muratore, all’inizio ha sostenuto che il telefonino lo aveva smarrito e che quel giorno non era mai uscito di casa per via di un po’ di febbre.
Ma poi dopo di fronte all’evidenza e alle domande dei carabinieri, ha finito per confessare di essere stato lui l’autore del furto commesso poco prima.
Quindi ha consegnato la refurtiva ai carabinieri, che lo hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato in abitazione.
Dopo la convalida dell’arresto l’uomo è stato processato per direttissima in Tribunale e condannato a una pena di un anno e sei mesi, e quindi trasferito agli arresti domiciliari.
La refurtiva è stata subito riconsegnata ai proprietari che quasi non credevano ai loro occhi: al di là del valore economico delle cose rubate, infatti, si trattava per lo più di ricordi di famiglia.
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