Nuove farmacie, via al concorso
Le due aperture sono previste a Bagnaia e a San Piero, ma il rischio flop è alto per la scarsa appetibilità delle zone
PORTOFERRAIO. Anche l’Elba si prepara al “concorsone” straordinario per l’apertura di due nuove farmacie, previsto dal governo Monti nel decreto Salva Italia. Le zone, che non paiono proprio appetibili ai futuri farmacisti, sono quelle di Bagnaia – Magazzini nel Comune di Portoferraio e di San Piero in quello di Campo nell’Elba, anche se quest’ultima non è legata al provvedimento governativo, ma ad una scelta del sindaco Vanno Segnini che ha voluto inserire un nuovo presidio nella pianta organica del Comune.
Il concorso scade il 21 dicembre. Al via si attendono molti giovani, visto che possono partecipare solamente coloro che non siano già titolari di farmacia. Fra i criteri per l’assegnazione ci sono anche le pubblicazioni scientifiche, ma solo quelle degli ultimi dieci anni, proprio per non favorire eccessivamente chi è sul mercato del lavoro da più tempo. Il bando è statale e, in Toscana, prevede l’apertura di ben 131 centri sanitari.
Gli interessati potranno scegliere al massimo due regioni dove fare domanda e poi attendere la pubblicazione della graduatoria. Dopodiché, quando sarà chiesto loro di esprimere una preferenza fra i posti vacanti, dovranno nel caso scegliere la zona individuata dall’amministrazione comunale competente. Il Comune di Portoferraio ha scelto di posizionare la quarta farmacia nella zona di Bagnaia – Magazzini, dato che in centro ci sono già due presidi e il terzo si trova a Carpani.
L’apertura del presidio sanitario di San Piero riguarda invece un’altra decisione presa dall’amministrazione comunale, che ha voluto ampliare i servizi nella piccola frazione collinare. Due località non certo appetibili, per questo ci si interroga se le due farmacie possano mai aprire, visto il rischio di una risicata clientela a causa della concorrenza e delle zone non densamente abitate.
«Aprire una farmacia a San Piero non è conveniente quanto Marina di Campo, mentre Bagnaia non lo è come Portoferraio – afferma il vice-presidente della sezione provinciale di Federfarma, l’elbano Silvano Giusti –, ma chi è interessato a lavorare in queste zone possa che possa farcela a sopravvivere. È chiaro che l’investimento è pesante, visto che si parla di un importo fra 150mila e i 300mila euro, e si ammortizzerà solo dopo anni difficili e di sacrifici, a prescindere da dove venga aperta la farmacia. I nostri amministratori credo che abbiano fatto bene ad individuare queste zone, visto che manca il servizio e, altrove, i presidi esistenti svolgono già la loro funzione. Noi che già lavoriamo nel settore – conclude Giusti – credo che economicamente non verremo danneggiati».
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