Il Tirreno

Asa deve restituire i costi della depurazione

di Valeria Parrini
Asa deve restituire i costi della depurazione

Via alle richieste dopo la sentenza della Corte costituzionale che obbliga i gestori a rimborsare i canoni nei casi in cui i cittadini non godano del servizio

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PIOMBINO. Duecentocinquantamila, euro più, euro meno: è l’importo che Asa ha riscosso indebitamente dai cittadini di Cotone e Poggetto. Che, quindi, hanno la possibilità di recuperare le somme.

Le richieste sono già iniziate. E l’azienda ha l’obbligo di accoglierle. Ma vanno presentate.

Perchè Una sentenza della Corte Costituzionale dell’ottobre 2008 ha dichiarato illegittime le norme che obbligavano gli utenti non serviti dalla depurazione a versare il canone relativo. Un decreto ministeriale firmato l’anno dopo e pubblicato sulla gazzetta ufficiale l’8 febbraio 2010 ha fissato i parametri che i gestori della rete idrica, in questo caso Asa, devono seguire per i rimborsi.

La periferia industriale non è servita da alcun tipo di impianti di depurazione. E allora per i cittadini ci sono i presupposti per andare avanti.

La molla Sergio Cantini vive nella zona. Saputo come stavano le cose, ha cominciato ad interessarsene. Prima ha convocato autonomamente un’assemblea pubblica per informare le persone, poi si è avvicinato all’Adiconsum, una delle associazioni che si occupano dei diritti dei consumatori. E ha cominciato a preparare le prime pratiche. «Al momento abbiamo compilato 65 domande, corrispondenti a 92 famiglie dal momento in cui ci sono anche contatori condominiali», spiega Cantini. Gli importi da recuperare superano i 20 mila euro.

Si calcola che tra Poggetto e Cotone siano almeno 800 i contatori, in corrispondenza di un migliaio di famiglie. «Ho fatto i primi conteggi. Ad esempio - prosegue Cantini, divenuto il referente Adiconsum in materia - al mio contatore sono allacciate tre famiglie. Le somme da recuperare in tutto, si attestano sui 750 euro. Duecentocinquanta per ciascuna. Che, sommati mediamente per il numero delle famiglie residenti, porta a prevedere un’uscita di circa 250 mila euro dalle casse di Asa».

Come fare La richiesta di rimborso riguarda le somme relative al canone di depurazione fatturate da Asa nelle bollette del consumo d’acqua del periodo che va dall’ottobre 2003 all’ottobre 2008. I rimborsi saranno ottenuti solamente presentando una richiesta sottoscritta dal titolare (o dagli eredi legittimi) del contratto di fornitura, inviata ad Asa entro l’agosto 2014. Il modulo da utilizzare è scaricabile dal sito Adiconsum o da quello di Asa. «Non c’è troppa fretta ma conviene predisporre la pratica per tempo», commenta Cantini. Che, prima di chiudere, sottolinea un aspetto: «Dall’anno scorso Asa ha aumentato le tariffe di tutti gli utenti di un centesimo per metro cubo proprio per fare cassa e coprire la restituzione del denaro. Che lo spenda, questo denaro. Lo dice la legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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