Il presidio
Nubifragio a Venturina, agricoltura in ginocchio
Centinaia di ettari di coltivazioni di spinaci e carciofi cancellati sotto metri d’acqua o danneggiati dalla grandine
VENTURINA. Il violento nubifragio che si è abbattuto sabato sulla Val di Cornia ha soprattutto messo in ginocchio l’agricoltura. Decine e decine di ettari di coltivazioni di spinaci e carciofi sono finiti sott’acqua o, peggio ancora, distrutti dalla grandina che è seguita verso le 19,30 nella zona di Venturina.
Difficile al monte fare una stima precisa dei danni. Ieri per tutto il giorno gli uomini del Consorzio di bonifica hanno tentato invano di prosciugare i campi: i fossi erano talmente ingrossati che non potevano ricevere l’acqua pompata dalle idrovore. Ci riproveranno oggi, anche se ormai gran parte del danno è fatto.
Ieri Venturina ha vissuto davvero una giornata di paura, sotto una pioggia violenta e incessante che è iniziata verso le 15,30 per aumentare poi di intensità verso le 18. A quel punto è cominciato il vero e proprio all’allarme.
In poche ore il livello del Cornia è aumentato di almeno due metri, raggiungendo la pericolosa quota di cinque metri. Nella sala operativa di emergenza, allestita nella sede della delegazione comunale di Venturina, il sindaco Rossana Soffritti, l’assessore alla protezione civile Mario Paladini e il presidente del Consorzio di bonifica Giancarlo Vallesi, coadiuvati da tutti i tecnici disponibili, hanno monitorato fino a tarda notte la situazione: il pericolo non era tanto la possibilità che il fiume riuscisse a rompere gli argini quanto che li superasse.
Situazione difficile invece alle Caldanelle, alla Polledraia e alla Lavoriere, dove le acque tracimate da alcuni fossi hanno invaso le strade oltre ai campi. Alcuni automobilisti se la sono vista brutta sulla Provinciale 20 che collega Campiglia e San Vincenzo. Vigili del fuoco e polizia municipale sono dovuti intervenire per soccorrere alcune auto rimaste intraversate: il traffico è rimasto interrotto per diverse ore.
Auto bloccate anche tra Cafaggio e Casalappi, dove alcuni si sono avventuratati nonostante che i tecnici del Comune avessero fatto transennare la strada. La zona, una fertile pianura con estese coltivazioni ieri mattina si presentava come un enorme lago.
Numerosi casolari sono rimasti isolati, pollai e serre sono stati distrutti, diversi animali morti annegati. In centro a Venturina l’acqua ha raggiunto in alcuni momenti livelli preoccupanti. Decine gli scantinati e i garage allagati.
I vigili del fuoco, accorsi da Piombino, Follonica e Livorno (con due squadre si sommozzatori pronti ad intervenire)sono corsi da un punto all’altro del territorio, coadiuvato da volontari della protezione civile, dal personale del Consorzio di bonifica e dai vigili urbani.
Difficili anche le comunicazioni telefoniche, a causa di un fulmine che ha colpito un ripetitore della Tim mandandolo completamente fuori uso. Intasati di richiesta i centralini dei vigili urbani e della sala operativa della protezione vivile. In alcuni casi sono dovuti intervenire anche i volontari della Croce rossa di Venturina, soprattutto per aiutare persone disabili in difficoltà.
Vento e pioggia hanno distrutto anche alcune strutture dei parcheggi della Costa est, crollate come castelli di carta.
«È impossibile – dice il sindaco di Campiglia Soffritti – fare al momento un precisa stima dei danni che soprattutto hanno colpito l’agricoltura. Una delle situazioni più critiche si è verificata nella zona delle Caldanelle, dove i fossi si riempono facilmente allagando campi e strade. Nonostante tutto siamo riusciti a fronteggiare l’emergenza di fronte ad una situazione davvero eccezionale». (g.p.)
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