Il Tirreno

S.Vincenzo, paese senza memoria

di Paolo Federighi
S.Vincenzo, paese senza memoria

Monumenti e cimeli storici in degrado o totalmente abbandonati: i casi di Torraccia e Pozzino

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SAN VINCENZO. San Vincenzo è un paese che pare avulso dal contesto della Val di Cornia e della vicina Val di Cecina, entrambe zone ricche di borghi e centri storici rispettosi del proprio passato.

Lo sviluppo turistico e il disinteresse per la storia e la cultura di questi decenni non hanno permesso alle tracce del passato sanvincenzino di permanere, e cercare di ripescarle – cosa in alcuni casi impossibile – è attività nobile e giusta, ma in ogni casioassai tardiva: oggi di quelle tracce ne sono rimaste poche.

In questi anni si è discusso molto, qui, di valorizzazione del passato e di tutela della storia locale all’interno di un percorso di recupero della memoria storica – tema caro al vicesindaco Fabio Camerini – ma molte tracce del passato non esistono più (come il Castello di Biserno e la Chiesa di San Bartolo) e quelle rimaste giacciono in buona parte in stato di degrado o d’incuria.

Un caso eclatante, per la sua posizione di “porta d’ingresso” del territorio, è rappresentato dalla Torraccia o Torre Vecchia. L’antica torre costiera versa in pessime condizioni, e i complicati piani urbanistici hanno peggiorato i rapporti, a livello burocratico, tra privato (una famiglia pistoiese che la possiede dal 2004) e amministrazione comunale. La Torraccia, divisa in 4 piani di 15 mq l’uno, non pare essere a rischio di crollo, ma piove dal tetto, alcune parti dei solai non ci sono più e l’interno non è praticabile.

Un altro caso importante di degrado è quello degli edifici costituenti il palazzo comunale e le ex scuole Fucini, risalenti a fine ‘700, costellati di tristi impalcature da molti anni. Gli interventi di restauro, slittati a causa dell’urgente sostituzione della passerella ferroviaria, dovrebbero essere realizzati nel 2013 grazie all’acquisto per 366mila euro, da parte di Unicoop, dell’immobile su cui insiste il supermercato di via Biserno.

C’è poi il caso dell’antico Pozzino dell’acqua salata che sta cadendo a pezzi. Il terreno su cui si trova, in via delle Ginestre, è di proprietà privata, e ciò, secondo l’amministrazione comunale, rende più difficile un’azione di recupero da parte pubblica. Il Pozzino è noto per le qualità terapeutiche delle sue acque, testate dagli abitanti nell’800 e studiate dal pisano Giuseppe Orosi.

,Che dire poi della Torre di San Vincenzo, simbolo del paese, scenario della battaglia tra pisani e fiorentini del 17 agosto 1505? La Torre medievale è stata restaurata nel 2005, in occasione del quinto centenario della battaglia, ma l’intonaco cade già a pezzi. La maggioranza, nell’ultimo consiglio comunale, ha dichiarato impossibile un nuovo restauro in tempi brevi per problemi finanziari. Ci sono poi due piccoli misteri, che paiono essersi risolti. Si tratta della scomparsa di una targa collocata fino a poco tempo or sono fuori dall’attuale Cinema Verdi, risalente ad un secolo fa, e di una preziosa teca antica donata al Comune e contenente ferri di cavallo, sembrano essere stati risolti. Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza ha fatto sapere che la targa è stata ritrovata nei magazzini comunali e che a breve sarà collocata all’ingresso del Teatro Verdi, mentre la teca dei ferri di cavallo, che si trovava alle scuole elementari, sarà presto collocata all’interno della Torre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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