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Rifondazione

«Sulla crisi della siderurgia deve intervenire lo Stato»

PIOMBINO. «La grande manifestazione del 19 novembre è stata un fatto politico importante perché ha segnalato l’inizio di una presa di coscienza da parte dei cittadini e dei lavoratori rispetto alla...

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PIOMBINO. «La grande manifestazione del 19 novembre è stata un fatto politico importante perché ha segnalato l’inizio di una presa di coscienza da parte dei cittadini e dei lavoratori rispetto alla gravità delle situazione, ma da sola non basta» È quanto sostiene Rifondazione comunista, secondo la quale si è fatta anche chiarezza sugli obiettivi della vertenza: «La prima questione è la trasformazione da vertenza territoriale a problema regionale e nazionale, la seconda è la rivendicazione della strategicità della produzione dell’acciaio per l’Italia, la terza è la necessità dell’intervento dello Stato».

«Su queste cose il sindaco Anselmi – si sottolinea – ha fatto chiarezza nel suo intervento addivenendo, finalmente, alle posizioni che il Prc sostiene dall’inizio della crisi. La richiesta del commissariamento e del licenziamento del Cda appare un elemento politico rilevante perché il governo Monti si assuma le proprie responsabilità».

«Non si può prescindere dal fatto che l’industria siderurgica mondiale si trova stretta tra un eccesso di offerta che comprime i prezzi di vendita e l’estrema volatilità dei prezzi delle materie prime, la situazione del mercato è particolarmente critica in Europa – ammette Rifondazione – L’industria italiana appare particolarmente debole, tanto è vero che continuano a crescere le importazioni di acciaio, e la sua situazione generale appare molto fragile dal punto di vista organizzativo finanziario ed economico».

La siderurgia piombinese secondo il Prc non può farcela da sola, così come l’Ilva ed anche il comparto dei forni elettrici. «È quindi necessario che il governo apra al più presto un tavolo sui problemi della siderurgia e si misuri con la costruzione di una politica industriale, mentre ciò che arriva dalle istituzioni è solo la disponibilità ad agire sulle bonifiche e sulla parte ambientale».

«A Piombino, come a Taranto – sostiene Rifondazione – non è vero che si deve investire solo per l’ambiente, così come è falso il luogo comune che gli impianti siderurgici siano per forza inquinanti. Sono già oggi disponibili tecnologie mature, adottate da impianti concorrenti, in Germania ed in Austria, che riducono in maniera significativa le emissioni. A Piombino si può fare e possono essere stimati, per la parte ambientale e industriale in un miliardo e mezzo di euro. Si dice che mancano le risorse, ma in realtà manca la volontà politica: non si capisce per quale ragione non si contempla la possibilità dell’utilizzo, per tutto il settore, del Fondo strategico della Cassa depositi e prestiti ridefinendo anche l’assetto del Gruppo Lucchini. In questa maniera – conclude il Prc – si può garantire il rifacimento dell’altoforno, della cokeria, dei parchi minerali e dei treni».

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