Il Tirreno

Maxi rissa fuori dal locale, otto arrestati

di Luca Centini
Maxi rissa fuori dal locale, otto arrestati

Calci, pugni con cinture strette alle mani tra due gruppi di giovani, un ragazzo ferito al braccio con una coltellata

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CAPOLIVERI. Uno sguardo storto, forse una parola di troppo. Tanto è bastato per scatenare una lite in discoteca e, dopo la chiusura, una violenta rissa nel parcheggio del locale. Calci, pugni, cinture di cuoio strette alle mani fino al dramma sfiorato, quando uno dei ragazzi coinvolti viene ferito al braccio - per fortuna senza conseguenze gravi - con un coltello a serramanico impugnato da un 23enne di origine sarda, residente a Capoliveri.

È questo, in sintesi, quanto accaduto alle 4,30 di domenica fuori dal locale Decò di Capoliveri. Nel parcheggio si sono affrontati decine di giovani, divisi in due fazioni opposte. Otto di questi ragazzi, sia italiani che stranieri di età compresa dai 18 ai 23 anni, sono stati arrestati dai carabinieri, arrivati in tempo - con tre pattuglie - per evitare che la situazione degenerasse.

Secondo la ricostruzione dei militari la lite sarebbe scoppiata già all’interno del locale, per motivi futili. È volato qualche spintone, con i buttafuori del locale che sono intervenuti in due occasioni per riportare la calma e cacciare i giovani più esagitati. Ma quando il locale è stato chiuso tra i due gruppi è scattato il regolamento dei conti.

Durante lo scontro il 23enne di origine sarda avrebbe impugnato un coltello serramanico, lama di 11 centimetri, con il quale ha colpito al braccio un rivale tunisino di 20 anni. Per fortuna la lacerazione è stata solo superficiale con il ragazzo che è stato medicato in ospedale e dovrebbe cavarsela con solo otto giorni di prognosi.

I carabinieri stavano effettuando controlli sul territorio a poca distanza dalla discoteca. Tre pattuglie, sia della stazione di Capoliveri che del Norm, sono intervenute per cercare di riportare la calma. A loro si è aggiunto anche un carabiniere non in servizio che ha comunque partecipato all’operazione.

Tre ragazzi sono stati arrestati sul posto, gli altri cinque grazie alle indagini a stretto giro dei carabinieri. L’ultimo giovane coinvolto nella rissa è stato arrestato nella tarda mattinata di domenica, nella sua abitazione. Durante le perquisizioni è stato trovato dai carabinieri il coltello usato nella rissa.

Le manette sono scattate per due giovani, un rumeno di 20 anni e il 23enne di origine sarda, entrambi residenti a Capoliveri. I due hanno affrontato un gruppo più numeroso, composto da tre ragazzi di origine nordafricana di età compresa tra i 20 e i 22 anni e tre elbani, un 18enne e un 19enne di Capoliveri e un 19enne di Portoferraio. I partecipanti alla rissa sono stati medicati per le contusioni riportate e hanno passato la notte in camera di sicurezza, prima di essere trasferiti, in mattinata, a Livorno per la convalida dell’arresto.

I giovani sono stati accusati di rissa aggravata, mentre è più delicata la posizione del 23enne sardo, che ha colpito il rivale con il coltello a serramanico.

Per lui l’accusa è, oltre a rissa aggravata, porto d’arma da taglio abusivo e lesioni personali. Ieri in tribunale a Livorno è stato celebrato il processo per direttissima, nel corso del quale tutte le persone coinvolte nella rissa hanno scelto la strada del patteggiamento. Il sardo è stato condannato a sei mesi, mentre gli altri partecipanti alla rissa hanno patteggiato una pena di due mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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