Il Tirreno

Ragazzi di Renzi all’assalto «Cambiare, perché no?»

Giorgio Pasquinucci
Ragazzi di Renzi all’assalto «Cambiare, perché no?»

La “Leopoldina piombinese” mette insieme giovani e maturi professionisti Molto entusiasmo e un linguaggio nuovo per parlare “adesso” di politica

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PIOMBINO. Tutto scorre, a volte in acque profonde, altre più in superficie. Di certo ci si annoia meno alle iniziative dei supporter di Matteo Renzi. A dominare la scena è sempre lui: sale sul camper, viaggia in autostrada, parla in teatri gremiti, sorride, saluta e risale sul camper. Scene ripetute sullo schermo anche ieri all'incontro organizzato a Palazzo Appiani, la “Leopoldina piombinese”, come hanno voluto retoricamente ribattezzarla gli organizzatori. In sala più o meno una sessantina di persone, un pubblico eterogeneo, dal giovane precario in jeans e maglione al maturo professionista in giacca e cravatta, da chi è stato folgorato dalla politica sulla scia del “rottamatore” a chi la politica l'ha masticata così tanto da restarne disgustato.

A trascinare tutto una pattuglia di giovani entusiasti che ieri pomeriggio si sono alternati al microfono per raccontare, in cinque minuti, che cosa avrebbero fatto se in quel poco tempo fossero stati presidenti del Consiglio. Il tutto alleggerito dalla simpatica conduzione di Luca Carrara. «Perché no», dice Luca raccontando l'impresa di un esploratore dell'Antartide. Già, perché intanto non provare a parlare di politica senza leggere voluminosi quanto noiosi programmi elettorali?

È un po' come essere su Facebook, ognuno scrive il suo post e lo lascia lì, in attesa che qualcuno rifletta e risponda.

Carla Maestrini racconta le iniziative del gruppo: «Non facciamo solo volantinaggio ma parliamo con la gente, raccogliamo idee e suggerimenti». Sono immagini di freschezza quelle dei loro banchetti al mercatino o nel centro storico. Ed ecco cosa i ragazzi di Renzi hanno raccolto nei loro sondaggi: Ritrovare la democrazia, investire sugli italiani, dimezzare il numero e gli stipendi dei parlamentari, diminuire le indennità dei consiglieri regionali, cancellare i vitalizi. È quando gli intervistati entrano nel merito di cosa significa investire sugli italiani escono le risposte: scuola e formazione, servizi sociali, aumentare i posti negli asili nido. Quando si parla di sviluppo esce fuori il “modello italiano”: cultura, turismo, sostenibilità. E sui diritti: fecondazione assistita, civile partnership per coppie dello stesso sesso. Forse non ci sarà approfondimento, ma mettendo insieme tutti i post ti accorgi che alla fine la politica esce.

E questa volta c’è anche Danile Mercati, segretario comunale del Pd: «Sostengo Bersani, ma qui mi sento a casa, anche questo è il Pd».

Valerio Pietrini, classe '79, operaio Lucchini, racconta come si è avvicinato alla politica: «Prima pensavo alla musica, al calcio, alle donne». Sullo schermo un'immagine di “Drive in”. «Ecco, sono cresciuto così, stavo in casa, ascoltavo la musica, andavo al mare. Mi mancava il senso civico, poi ho capito che mi dovevo impegnare».

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