Ospedale, l’isola si mobilita con i suoi sindaci
I comitati preparano la serrata per l’arrivo di Marroni: i consiglieri di tutti i Comuni pronti a firmare il sostegno a Peria
PORTOFERRAIO. Una calma strana, a metà tra elettricità e riflessione. Il terzo giorno di presidio nell’ospedale di Portoferraio è andato via liscio, senza gesti estremi comparabili alla salita sul tetto di giovedì, senza consigli comunali improvvisati ed esternazioni ad effetto. È come se i sindaci elbani, da giovedì in pianta stabile all’ospedale per protestare contro i tagli alla sanità messa in campo dalla Regione e da Asl, dovessero riprendere fiato in attesa dei prossimi giorni che si preannunciano caldi. «Se qualcuno pensa che la nostra protesta si stia affievolendo attenti tutti, se serve ci incateneremo anche sul campanile di Giotto». È Luca Simoni, il primo sindaco ad esser salito sul tetto dell’ospedale con la fascia tricolore in mano, a lanciare la frecciata - via Facebook - a Enrico Rossi.
L’unità ritrovata. Pur senza colpi eclatanti l’azione dei primi cittadini, ad eccezione dell’unico assente Barbetti, sta andando avanti. I sindaci infatti stanno preparando un documento unitario di sostegno al dimissionario Peria, che dovrà essere firmato dai consiglieri di tutti i comuni dell’Isola d’Elba in un’assemblea fissata martedì alle 17 - ovviamente - in ospedale. Un gesto per ribadire come la battaglia scatenata da giovedì sia lontana dalle normali dinamiche della politica, bensì riguardi i diritti dei cittadini di tutta l’Elba.
Attesa per Marroni. Ma quello che sarà firmato martedì non è l’unico documento a cui stanno lavorando i primi cittadini. Venerdì è atteso l’incontro con l’assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, il primo interlocutore a cui gli amministratori elbani si rivolgono per ottenere risposte concrete. Il documento dovrà contenere delle richieste, di attuazione rapida, che se soddisfatte dalla Regione consentirebbero ai sindaci elbani di scendere, ormai solo metaforicamente, dal tetto su cui sono saliti, sebbene gli obiettivi a medio termine restino pur sempre il mantenimento dell’accordo stretto un anno fa con l’allora assessore Scaramuccia e l’attivazione del piano sanitario regionale. Tra le richieste che dovrebbero far parte del documento rientrerebbero il congelamento immediato dei tagli alla chirurgia, garanzie sul primario di medicina, passi indietro sulle riorganizzazioni appena attuate del servizio di guardia medica e del sistema di prenotazione delle analisi, oltre che una data certa per l’attivazione del piano sanitario. Ma, secondo le indiscrezioni, potrebbero rientrare nel pacchetto di richieste a Marroni anche garanzie su reparti chiave - e in difficoltà - come radiologia e ortopedia, il reperimento di anestesisti e l’attivazione di guardia anestesiologica h-24.
E l’isola manifesta. La rivolta dei sindaci va avanti, proprio mentre l’isola sta organizzando le iniziative di sostegno. Venerdì i comitati hanno organizzato un’assemblea molto partecipata, nella quale si sono poste le basi di una grande manifestazione di protesta, che coinciderà con l’arrivo di Marroni sull’isola. Tra le ipotesi in campo c’è quella di compiere una serrata generale, in modo da portare più persone possibile in piazza. In ogni caso le modalità di protesta saranno definite nei prossimi giorni.
La visita del consigliere. Nella giornata di ieri si sono alternati nella sal di aspetto del presidio i sindaci Bulgaresi, Segnini, Simoni e Peria. Nel pomeriggio ha fatto visita al presidio il consigliere regionale di Sel, Mauro Romanelli, che poi con il sindaco di Rio nell’Elba Danilo Alessi ha effettuato un incontro pubblico in comune a Portoferraio. «I sindaci hanno ragione a protestare – ha detto – oggi stesso telefonerò a Rossi per spiegare le ragioni dell’Elba».
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