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Arrestato per spaccio di soldi falsi
Le complesse indagini partite un anno fa dai carabinieri di San Vincenzo
PIOMBINO. I carabinieri della compagnia di Piombino arrestano un cittadino senegalese per detenzione e spendita di banconote falsificate. Nell’aprile dell’anno scorso, i carabinieri della stazione di San Vincenzo intervenivano presso il locale ufficio postale, dove una cittadina originaria del Brasile, dimorante in San Vincenzo, stava pagando delle bollette con una banconota da euro 100 falsificata. Durante il controllo, la donna era stata trovata in possesso di analoga banconota dallo stesso valore.
A quel punto, i carabinieri hanno dato inizio ad una attività investigativa volta a stabilire le modalità in cui la donna era venuta in possesso del denaro falso. Vennero quindi attivati servizi di controllo e osservazione e ascoltati numerosi testi. Nel giro di poco tempo, i militari sono riusciti ad identificare l’uomo che aveva ceduto le banconote alla donna. Lo stesso, un cittadino di origini senegalesi 35enne, senza fissa dimora, nel corso del controllo, è stato trovato in possesso di ulteriori 2 banconote da euro 100 contraffatte.
All’epoca dei fatti, l’uomo venne deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria. Durante il pomeriggio di ieri, i carabinieri della locale Compagnia, in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura di Livorno sulla base della denuncia a suo tempo sporta dai militari di San Vincenzo ed a riscontro dei numerosi elementi di prova raccolti, hanno tratto in arresto il senegalese autore del reato.
L’attività di ricerca si e dimostrata alquanto complessa, atteso che l’uomo non aveva una fissa dimora dove fare punto di riferimento. Lo stesso è stato ricercato attivamente sin dalle prime ore del mattino dai militari dell’Arma che hanno setacciato i territori di San Vincenzo e Piombino, in particolar modo le zone frequentate a suo tempo dal senegalese, rintracciandolo infine in questo corso Italia a Piombino. Il provvedimento restrittivo contempla una condanna definitiva a due anni e 7 mesi di reclusione. L’uomo è stato accompagnato presso il carcere delle Sughere di Livorno.
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