Il presidio
Turismo, anno nero Mancano all’appello 400mila vacanzieri
La stagione in archivio con un meno 14 per cento Imprenditori critici su controlli fiscali e azione dei Comuni
PORTOFERRAIO. Quattrocentomila persone in meno negli alberghi rispetto allo scorso anno, seicentomila nelle seconde case.
Si conclude l’anno più difficile da quanto è nata l’associazione albergatori, con un -14% di presenze turistiche rispetto ad un 2011 nefasto e una crisi che non si accenna a placare.
Gli imprenditori del settore alberghiero, riunitisi ieri a Portoferraio, hanno fatto i conti con una situazione estremamente difficile. I clienti italiani nei prossimi anni continueranno a diminuire, c’è quindi l’obbligo di concentrare tutti gli sforzi per attrarre turisti stranieri, che paiono in aumento. «L’operazione è matematica – sostengono gli albergatori –: poiché il mercato italiano resterà depresso almeno nei prossimi due anni, contrariamente al mercato straniero che si prevede in crescita. Occorre sostituire, per quanto riguarda gli alberghi – continuano i proprietari delle strutture ricettive – le oltre 214mila presenze italiane perse nel 2012, con altrettante straniere».
Urge pubblicizzare al massimo l’Elba in Europa e non solo, gli albergatori lo hanno capito. «La componente estera – scrive nella relazione annuale il consiglio direttivo – è aumentata del 5%, a fronte di un decremento di quella italiana del 20%. Il calo complessivo fra il 2012 e il 2011 è stato fra il 12 e il 15%, mentre il fatturato è sceso del 15%. Le aziende, benché colpite dalla crisi creditizia – continuano gli albergatori – hanno aumentato l’indebitamento sugli scoperti dei conti correnti del 15,31% in un solo anno». La crisi ha determinato anche l’abbassamento del tasso di occupazione, sceso del 3% rispetto all’anno scorso, mentre dal 2006 gli addetti sono diminuiti quasi del 7%.
Fra i motivi del calo, secondo gli imprenditori, ci sono i controlli fiscali voluti dal governo Monti.
«Queste operazioni – spiegano gli albergatori – hanno favorito l’allontanamento dei clienti italiani dalla penisola. Molte persone sono andate all’estero, regalando parte del fatturato del turismo proprio ai nostri principali concorrenti, come la Francia, dove l’Iva è ferma al 7%, contro il 10% (prossimamente 11%) dell’Italia. Lì – continuano i proprietari delle strutture – il turista è sereno e al riparo dagli odiosi controlli dell’Agenzia delle Entrate e dei vari ispettorati. Enti che avrebbero potuto svolgere le loro indagini semplicemente davanti al computer».
Critiche anche alle amministrazioni locali, ree di non aver stabilito una politica uniforme in ambito turistico.
«A seguito della soppressione dell’Apt – affermano gli albergatori – i comuni hanno disatteso le promesse fatte, visto che avrebbero dovuto attivare azioni promozionali per l’Elba».
A questo punto l’associazione ritiene indispensabile il corretto funzionamento dell’aeroporto (per il quale auspica vengano investiti i soldi accumulati con la tassa di sbarco) e la sovvenzione pubblica e private di collegamenti strategici con Milano, Pisa e Roma.
«La colpa della mancata partenza del servizio di continuità territoriale – concludono gli albergatori – è di Enac e solo a loro va addossata la principale causa dei ritardi. Devono giustificarsi pubblicamente». (s.t.)
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