Elbopoli, «non doversi procedere» per l’ex ministro Matteoli
L’esponente del Pdl era imputato per favoreggiamento nei confronti dell’ex prefetto Vincenzo Gallitto. La vicenda, fra rinvii e false partenze, è durata nove anni
Il tribunale di Livorno, sezione distaccata di Cecina, ha dichiarato il «non doversi procedere» nei confronti di Altero Matteoli al termine del processo che vedeva l’ex ministro imputato per favoreggiamento nella vicenda “Elbopoli”, su alcuni illeciti edilizi all’isola d’Elba. Secondo l’accusa, nell’agosto 2003, quando era deputato e ministro dell’Ambiente, Matteoli avrebbe rivelato al prefetto Vincenzo Gallitto (poi condannato in appello a 4 anni e 4 mesi per concorso in corruzione in atti giudiziari) che era sottoposto a intercettazioni. La vicenda giudiziaria è stata piuttosto complessa e si è articolata fra decisioni sulla competenza fra tribunale ordinario e tribunale dei ministri, conflitti di attribuzione, autorizzazioni a procedere e delibere del Parlamento. «Con la decisione di oggi - ha spiegato uno dei difensori di Matteoli, l’avvocato Francesco Compagna - il tribunale ordinario prende atto che la contestazione si riferisce ad un comportamento che rientrava fra le funzioni del ministro, e che dunque non può essere giudicato in sede processuale, visto che il Parlamento a larghissima maggioranza aveva già negato l’autorizzazione a procedere. Si chiude definitivamente una vicenda che si trascinava da nove anni».
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