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Marroni incontra i sindaci per parlare di sanità all’Elba

Marroni incontra i sindaci per parlare di sanità all’Elba

PORTOFERRAIO. Un incontro con i sindaci e il direttoge generale dell’Asl. Un incontro previsto per mercoledì con l’assessore al diritto alla salute della Regione, Luigi Marroni per affrontare i...

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PORTOFERRAIO. Un incontro con i sindaci e il direttoge generale dell’Asl. Un incontro previsto per mercoledì con l’assessore al diritto alla salute della Regione, Luigi Marroni per affrontare i problemi della sanità elbana e in particolare a quelli legati al funzionamento dell’ospedale. Dice Marroni. «Tutte le esigenze verranno valutate nel quadro complessivo della riorganizzazione di cui stiamo discutendo in questo periodo e tenendo conto della specificità dell’isola. Intanto i rappresentanti dei comitati per la sanità scrivono nuovamente al presidente della Regione, Enrico Rossi, invitandolo a tornare all'Elba per rendersi conto degli effetti dei tagli sulla spesa. Una richiesta accorata tesa a sensibilizzare il governatore sui problemi derivanti dal progressivo smantellamento dell’ospedale. «Il mare ci regala e sottrae libertà – si legge nella lettera – ci condiziona la vita, ci toglie i figli di casa, ci obbliga spesso a trasferirci per le cure importanti. Questo lo accettiamo, da sempre, quasi con fatalità». I rappresentanti passano poi all'attacco. «Non accettiamo di dovercene andare, magari con l’elicottero, per risolvere problemi di media o lieve entità – spiegano –. Non accettiamo di spiccare il volo se si presenta un parto gemellare o di partire per un esame che si potrebbe eseguire qui. Non accettiamo – proseguono – che ci vengano sottratti, mese dopo mese, pezzi del nostro ospedale, ridotti i posti letto e i giorni necessari di degenza; non accettiamo la soppressione delle guardie mediche, l’ascensore non funzionante, l’acqua fredda in alcuni reparti e la ventilata soppressione della chirurgia». I coordinatori invitano il presidente Rossi all'Elba, dicendosi pronti ad azioni inconsuete se non venissero ascoltati. «Venga a rassicurarci, a garantirci una qualità di vita accettabile.Non ci costringa a spostarci per venire a Firenze a invadere il palazzo della Regione».

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