Il Tirreno

Falco ucciso a Campiglia Gli ibis lottano per vivere

di Cecilia Cecchi
Falco ucciso a Campiglia Gli ibis lottano per vivere

San Vincenzo, proseguono le indagini della polizia provinciale e della forestale «La perdita di Goja danno grave, ma testimonia la presenza della caccia di frodo»

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PIOMBINO. L’ultimo caso di un uccello ucciso illegalmente è di ieri: un falco che, centrato da una fucilata, è andato a morire nel giardino di casa di un campigliese, vicino a Monte Pitti. Il falco è stato trovato già morto, un’ala fatta a pezzi dai pallini.

«Ci siamo rivolti alla guardia venatoria – raccontano nella zona – e ci hanno spiegato che lo sparatore doveva essere colto sul fatto, solo così gli poteva essere fatta almeno una multa. Fino a un po’ di tempo fa, qui vicino c’era un’area interdetta alla caccia: da quando possono sparare anche lì, in giro non si vede più nulla. Avevamo sette coppie di piccioni, spariti pure quelli. Possibile sparare a tutto, in modo indiscriminato? ».

La lista delle specie protette che cadono sotto le fucilate si allunga e non vede fine. Nell’ultimo weekend ha dato di che parlare - e molto - il caso dei tre ibis eremita del progetto Waldrappteam abbattuti tra Marina di Cecina e San Vincenzo.

A morire, subito, Goja primo e unico ibis ad aver coperto da sola nel 2011 - senza seguire un paraplano - la rotta di migrazione. Stava tornando all’oasi Wwf della laguna di Orbetello con due “figli suoi”.

Renato Ceccherelli, direttore sanitario del Cruma Lipu, dopo aver già operato l’ibis colpito a Cecina, ieri sera, si è dedicato al figlio di Goja. «A Livorno faranno il possibile per salvarli – dice Nicoletta Perco Fiumicello, biologa, referente per l’Italia del Waldrappteam – Sin dall’inizio, dal 2002, in settembre sono cominciate le migrazioni guidate dagli uomini. Quest’anno avevamo deciso di seguire gli ibis da terra, col Gps, per poterli recuperare e accompagnare manualmente a Orbetello, ma soprattutto per contrastare il bracconaggio. Ne abbiamo persi molti, ogni volta. E sebbene per Goja, vero simbolo del progetto, il danno sia gravissimo, almeno è stato possibile verificare sul posto l’esistenza della terribile caccia di frodo». Proprio per difendere gli ibis eremita, a Orbetello, ormai, li si chiudono in voliera per lo svernamento.

Ma possono essere colpiti per sbaglio? «L’ unica specie con cui si possono confondere sono le cornacchie – risponde la biologa – Difficile che chi mira non li veda. Seguita dalle volontarie Anne Gabriela Schmalstieg e Daniela Trobe in volo fino verso le 8 – aggiunge – Goja è stata raggiunta in fin di vita a ridosso della tenuta di Rimigliano. Femmina adulta, dopo essere stata liberata dalle voliere a Grosseto aveva raggiunto Burghausen e si era riprodotta. Aveva allevato tre piccoli e due li stava portando con sé per lo svernamento». Dei figli, Jedi è scomparso sugli Appennini. Domino è stato operato ieri al Cruma.

Intanto proseguono le indagini di polizia provinciale e forestale: sono attesi sviluppi interessanti in tempi brevi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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