Italia
Bolle di zolfo a largo di Fetovaia
La Protezione civile assicura: è solo l’azione innocua di batteri
MARINA DI CAMPO. Chi transitava di lì, si chiedeva cosa fossero. Delle piccole bolle gassose venivano su dal fondale, a poche decine di metri da due spiagge frequentate e belle come Fetovaia e Cavoli.
Le bollicine accompagnate da un odore di zolfo, proprio in coincidenza con le bolle che risalivano fino alla superficie.
U fatto insolito che ha alimentato alcuni interrogativi, anche in relazione alle notizie del rilevamento, negli ultimi giorni, di due movimenti sismici di lieve entità tra Montecristo e la Corsica e la conferma da parte di studiosi della probabile attività geotermica di quei fondali.
Per fare chiarezza la Protezione civile La Racchetta ha dunque contattato, per perfetta competenza, i tecnici dell’ Ydra, il team scientifico internazionale di biologia marina che proprio a Fetovaia fa base.
La risposta è arrivata in tempi rapidi, non appena è stato effettuato un sopralluogo nel tratto di mare interessato.
Il fenomeno in questione non aveva niente a che vedere con movimenti geotermici. La manifestazione rilevata (peraltro non nuova nell’area di Fetovaia e Cavoli) era dovuta a banali batteri in grado di incidere in ambiente anaerobico, al lavoro dunque sui sedimenti depositati di materiale alluvionale, particolarmente abbondante dopo gli eventi dello scorso autunno.
Niente di eclatante o nocivo quindi, come ci tiene a precisare la Protezione civile. Il mare della costa sud-occidentale dell’Elba è soltanto “lievemente gassato” in alcune pozze, ed è dovunque (pozze comprese) in salute.
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