Il Tirreno

A fuoco un’edicola del centro La polizia insegue la pista del dolo

di Giorgio Pasquinucci
A fuoco un’edicola del centro La polizia insegue la pista del dolo

I vigili del fuoco hanno ritrovato un involucro di plastica che conteneva liquido incendiario Panico nella notte per gli abitanti di piazza Costituzione. Evacuato un appartamento inagibile

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Il caldo opprimente stava rendendo difficile il sonno ai più. All’improvviso un boato, l’infrangersi dei vetri, lingue di fuoco e fumo acre che prendeva alla gola. Gli abitanti dell’intero quartiere sono scesi instrada. I primi hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco, polizie e carabinieri. Il fuoco stava ormai devastando l’edicola di piazza della Costituzione.

I pompieri sono arrivati da Cecina, quelli del distaccamento di Piombino erano ancora impegnati nell’incendio a Marina di Grosseto. Aria irrespirabile lungo tutto i portici della piazza e quelli via Petrarca. Bruciava carta, ma soprattutto la plastica dei giochi per bambini e nateriale di cartoleria.

I vigili del fuoco si sono fatti strada con i respiratori, mentre crollavamo a terra vetri e pezzi di travertino dall’alto delle due vetrine, in piazza della Costituzione e in via Trento e Trieste, e il fumo anneriva già il primo e il secondo piano del palazzo. L’appartamento subito sopra l’edicola, occupato da una famiglia di tre persone, è stata evacuato: c’era il concreto pericolo che il pavimento non reggesse al calore del fuoco. Altri inquilini sono scesi, impauriti, volontariamente in casa, portandosi dietro le poche cose necessarie per passare la notte da amici o parenti. Ma i più sono rimasti sbigottiti a guardare quel rogo che stava divorando tutto là dentro. Tra questi anche Andrea Mariotti, 40 anni, da sette gestore dell’edicola di proprietà di Francesco Menicagli.

Tra una folla attonita di centinaia di persone una sola domanda: “Come può essere successo?”. Un corto circuito appare improbabile. L’edicola era chiusa da sabato mattina e le prime fiamme si sono sviluppate alle 0,45 di ieri. Gli interrogativi sono forti, si fa sempre più strada l’ipotesi dell’incendio doloso. Alcuni ragazzi che stavano trascorrendo l’ultima parte della serata nei giardinetti di largo Zambelli, raccontanto di aver visto i vigili del fuoco consegnare alla polizia un involucro di plastica, una bottiglia o un contenitore per saponi, ritrovato vicino alla vetrina di via Trento e Trieste. Ai ragazzi è parso di vedere il collo dell’involucro avvolto di nastro nero e qualcosa che fuoriusciva, del tutto simile a una miccia. Solo l’ingresso principale del negozio era protetto da una serranda abbassata. Quelle delle due vetrine sono bloccate, non vengono tirate giù da anni: basta un mattone e io gioco è fatto.

Nessuno crede all’incidente, al corto circuito. Ma allora cosa è stato: un gesto vandalico, una ritorsione? La squadra scientifica delle polizia è tornata anche ieri mattina sul posto alla ricerca di altri indizi. I vigili del fuoco hanno inviato agli inquirenti il loro rapporto. Il ritrovamento dell’involucro di plastica è stato confermato e dai primi rilievi pare che contenesse proprio del liquido incendiario.

La polizia procede tuttavia con cautela nelle indagini, poche spiegazione per la stampa, ma è chiaro che la pista privilegiata è quella del dolo.

Ma chi può avercela con l’edicola. Ieri mattina al commissariato di via Ferrer sono stato ascoltati sia il proprietario, Francesco Menicagli, che il gestore, Andrea Mariotti. Gli inquirenti si sono mostrati attenti soprattutto ai particolari che potessero ricondurre ad eventuali ragioni di ritorsioni: screzi, minacce. Ma a quanto pare nel passato dell’edicola non mai stato nulla di tutto questo. Solo qualche piccolo furto e danni vandalici alle bacheche in cui vengono tenute in mostra le riviste. Il mistero è dunque concentrato su quel contenitore di plastica, il probabile innesco di quel rogo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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