Il presidio
Affonda peschereccio in porto, giallo sulle cause
L’”Ippocampo” è andato a fondo martedì sera. Sotto controllo l’inquinamento dovuto al carburante sversato
Un peschereccio, l’ “Ippocampo”, è affondato nella darsena peschecci del porto di Piombino. È stato un altro peschereccio, via radio, ad avvisare la capitaneria di porto alle 20 di martedì sera.
Dopo aver avvisato il comandante dell’unità – ed aver accertato che a bordo non era presente nessun membro dell’equipaggio – sono scattate immediatamente le procedure di intervento. I militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Piombino e guidati dal comandante Martino Rendina, hanno inizialmente contattato e allontanato le imbarcazioni vicine per agevolare le operazioni di recupero e per prevenire rischi di eventuali incendi, che si potevano sviluppare a seguito dell’ingente quantitativo di carburante sversato dall’ ”Ippocampo” durante l’affondamento; nel frattempo veniva allertata anche la ditta di disinquinamento del porto, la quale procedeva a delimitare lo specchio acqueo antistante l’unità con panne galleggianti e a gettare in acqua fogli assorbenti per fronteggiare e limitare l’inquinamento.
Contestualmente i militari procedevano ad effettuare le prime indagini – che sono tutt’ora in corso – per scoprire alla causa dell’affondamento ed alle eventuali responsabilità, sentendo fino a tarda notte tutte le persone informate sui fatti. Intorno alle ore 22.00, i sommozzatori del porto si immergevano per imbracare il Motopesca per il successivo alaggio, da parte di una gru.
Poiché l’unità aveva lo scafo in legno ormai troppo appesantito dall’acqua, i tentativi di alaggio, effettuati anche mediante l’ausilio di palloni idrostatici forniti dagli ormeggiatori, venivano sospesi alle ore 3 dell’8 agosto, in attesa di poter utilizzare le gru portuali della ditta Smepp. L’intera area è stata interdetta.
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