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Tribunale, l’isola continua a sperare
Preoccupazione per i pareri diversi tra la Camera e il Senato: ora il pallino è del ministro che a giorni scioglierà le riserve
PORTOFERRAIO. La speranza di mantenere viva la sede distaccata del Tribunale di Portoferraio c’è ancora. O almeno questo è quanto emerge dai pareri, seppur diversi tra loro, emessi dalle commissioni di Senato e Camera sul tanto temuto decreto legge sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari. Entrambi, seppur usando strumenti diversi, riconoscono l’insularità e quindi esprimono la necessità di tenere in piedi la sede elbana. Ma, leggendo tra le righe dei documenti approvati in Parlamento, non si può non osservare che la divergenza tra le due Camere, che non sono state in grado di formulare un parere unico sulla nuova organizzazione delle sedi, rischia di indebolire la pressione politica esercitata sul ministro della giustizia Paola Severino. E non è scomparso il timore che il Guardasigilli, da cui si attende a inizio settembre una decisione definitiva sugli uffici da tagliare e quelli da mantenere, anche se non è escluso che possono esserci delle novità già dal prossimo consigli dei ministri del 10 agosto, faccia di testa sua, disattendendo le istanze del territorio elbano e non solo (anche Piombino e Cecina rischiano di vedersi sottrarre la sede distaccata).
Il passaggio in Parlamento. L’Elba, preoccupata del taglio già annunciato alla sede distaccata di Portoferraio, da mesi sta esercitando pressione sui parlamentari vicini al territorio affinché, in fase di passaggio nelle commissioni parlamentari, venga riconosciuta la condizione di insularità. E, seppur in modi diversi, questa condizione è stata posta all’attenzione del governo sia con il parere della commissione giustizia del Senato che di quella della Camera.
Il primo parere, formulato martedì scorso, è stato quello del Senato, votato da tutte le forze politiche ad eccezione del Pd che si è astenuto. Il documento emesso dalla commissione del Senato propone una lista dettagliata di 39 sezioni da mantenere tra cui figurano Portoferraio e Cecina, con Piombino che sarebbe accorpato a quest’ultima. Lo scenario - inutile dirlo - farebbe gola agli addetti ai lavori elbani che, qualora il ministro accettasse le istanze presentate, vedrebbero la sede di Portoferraio salva e senza limitazioni di tempo. Ma il parere del Senato, come detto, non è lo stesso formulato dalla Camera il giorno successivo. La commissione giustizia ha infatti emesso un documento diverso, in cui si chiede il mantenimento per un periodo transitorio non superiore ai cinque anni delle sezioni distaccate con particolari caratteristiche di collocazione geografica, quale ad esempio l’insularità. Insomma, qualora il ministro Severino accogliesse le istanze della Camera, Portoferraio resterebbe in piedi, anche se per soli cinque anni. Una possibilità che piace meno agli elbani ma, secondo il parere del Pd, è di gran lunga più realizzabile. «Il documento della Camera non viene dal nulla – dice il deputato Pd Silvia Velo – è stato emesso dopo una lunga trattativa con il ministro e, riconoscendo l’insularità e altre caratteristiche fondamentali, permette il mantenimento della sede di Portoferraio, ma anche quella di Piombino. Il parere espresso dal Senato, invece, contiene numerose e talvolta poco razionali richieste che hanno scarsissima praticabilità».
L’impressione è che parte dei Senatori, forse per soddisfare le richieste dei vari territorio, abbiano formulato un parere che andrebbe oltre rispetto alle reali possibilità di ripensamento da parte del governo.
La palla alla Severino. La paura è che, tirata troppo per la giacca, il ministro finisca per irrigidirsi, optando per la linea dura. Eppure, prima del passaggio parlamentare, c’era l’impressione che almeno per l’Elba ci fossero buone chances di salvataggio.
Entro poche settimane, comunque, il Guardasigilli romperà gli indugi, essendo chiamata a compiere una scelta definitiva. «Confidiamo che, nonostante i pareri diversi e la tanta confusione – commenta il presidente dell’associazione forense Isola d’Elba,Alessandro Viti – il ministro capisca e riesca a distinguere le vere priorità, tra cui deve essere necessariamente compreso il mantenimento della sede di Portoferraio».
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