Tribunale, i giochi non sono ancora fatti
Velo: «In Senato il parere in favore di Cecina è arrivato con i soli voti del Pdl, il ministro Severino non rischierà la crisi»
PIOMBINO. Il destino della sezione distaccata del Tribunale piombinese non è ancora segnato. E’ quanto sostiene Silvia Velo, deputato del Pd: «Nessun accorpamento del Tribunale di Piombino su Cecina – dice Velo – Il parere a cui fa riferimento il Tirreno nella sua edizione di ieri (che appunto prevede il mantenimento della sede di Portoferraio e di quella di Cecina a cui verrebbe accorpata Piombino, ndr) è arrivato dalla Commissione giustizia del Senato e non ha avuto il voto favorevole del Pd, configurandosi di fatto come parere del Pdl».
Per Velo «è evidente quindi che il ministro Severino non potrà tenerne conto se non vorrà correre il rischio di mettere in crisi l’attuale maggioranza di governo. Come avevamo già ribadito nei giorni scorsi, il Pd invita pertanto il ministro a tener conto solo del parere espresso a larghissima maggioranza dalla Commissione giustizia della Camera che contiene indicazioni per il mantenimento delle sedi distaccate».
Fra queste Velo cita «specifiche caratteristiche geografiche, quali ad esempio l’insularità, per ovviare ai disagi organizzativi della popolazione e funzionali per il servizio giustizia. In conseguenza di questa indicazione ci aspettiamo quindi il mantenimento della sede distaccata di Portoferraio, ma anche di quella di Piombino. Pare infatti evidente che se accorpamento deve essere non può che configurarsi quello di Cecina su Piombino che dista oltre 80 chilometri dal capoluogo».
Tesi e concetti ripresi dall’Associazione forense piombinese, che ricorda come «i pareri delle Commissioni giustizia non sono vincolanti e che quella della Camera indica giustamente al governo – dice l’avvocato Alberto Moschini, consigliere dell’associazione - non i nomi delle sezioni distaccate da mantenere ma il criterio più generale secondo cui i tribunali subprovinciali vanno transitoriamente mantenuti come “presìdi teritoriali di giustizia” anche in attesa dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e della realizzazione degli sportelli telematici della giustizia. Comunque l’iter parlamentare è ancora in corso e nessuna decisione è stata definitivamente presa».
L’avvocato Franco Balestrieri, consigliere dell’ordine degli avvocati di Livorno, spiega poi che «il Consiglio dell’Ordine non si è speso per la sezione di Cecina. I criteri che il ministro dovrà prendere in considerazione sono due, l’insularità e il disagio per gli utenti. E a tal proposito – conclude Balestrieri – la sezione di Piombino è senza dubbio quella più disagiata per la distanza da Livorno. Pare pertanto improbabile la soluzione prospettata dal parere della commissione giustizia del Senato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
