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Domani notte l’altoforno si fermerà
Domani notte alle 2 il cuore dello stabilimento si fermerà. L’altoforno andrà in letargo fino al 27 agosto. Le preoccupazioni erano e restano concentrate sulla ripresa. Doppi timori: le precarie...
Domani notte alle 2 il cuore dello stabilimento si fermerà. L’altoforno andrà in letargo fino al 27 agosto. Le preoccupazioni erano e restano concentrate sulla ripresa. Doppi timori: le precarie condizioni dell’impianto e le prospettive produttive della fabbrica.
Le preoccupazioni sull’assetto impiantistico sono state espresse recentemente dai sindacati per i ripetuti chock termici subìti e per la situazione del crogiuolo, dove si è solidificata della ghisa che potrebbe rendere necessario uno sminamento in fase di ripresa. Con le incognite che ne conseguono. E si accompagnano a migliori condizioni di mercato che non si intravedono.
L'azienda ha dato garanzie sulla riattivazione dell'impianto a settembre, sottolineando che ci sono commesse che vanno ancora portate a termine. Nessun impegno, invece, sulle manutenzioni estive che in passato hanno sempre scandito il periodo della fermata. Rasserenamento sul futuro del polo siderurgico piombinese non è arrivato neanche dal recente incontro al Ministero dello sviluppo economico. L’ostacolo principale rimane la mancanza di un partner industriale che rilevi l’attività mentre, sul piano istituzionale, c’è la ricerca, qua come a Firenze, di fare di Piombino un laboratorio in cui verificare nuove azioni dello Stato. Non per assistere, ma per favorire la crescita. Al di là delle singole crisi aziendali. Obiettivo, approdare a soluzioni di prospettiva durature, puntando su innovazione tecnologica e sulle infrastrutture.
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