Il presidio
L’isola spaccata tra Livorno e Grosseto
I sindaci seguono il cammino della riforma. Segnini e Peria non cambierebbero, Bulgaresi e Simoni guardano a sud
PORTOFERRAIO. Saranno le Regioni ad avere l’ultima parola sulla ridefinizione delle Province. E, con l’inserimento votato dal Senato della clausola di contiguità territoriale, i singoli Comuni potranno anche chiedere di cambiare la Provincia di riferimento. Se Piombino non fa mistero di guardare con interesse l’addio a Livorno e un nuovo abbraccio con Grosseto, l’Elba come si comporterà? Le opinioni tra i vari sindaci, ci mancherebbe altro, sono diverse a seconda dall’interlocutore. C’è chi, come il primo cittadino di Campo nell’Elba, Vanno Segnini, vuole restare nell’orbita livornese, ma basta andare a Porto Azzurro per trovare il sindaco Luca Simoni che, a domanda precisa, sceglie senza tentennamenti Grosseto come provincia preferita e opportunità di riassetto.
Siamo solo alle prime battute di una situazione che, al momento, non è chiara e tende a modificarsi ad ogni emendamento. Ma, di certo, l’argomento è particolarmente interessante per l’isola d’Elba che, da anni, punta sulla partnership con Livorno per la gestione di servizi essenziali, come sanità, trasporti (Atl) e gestione dei rifiuti. Ma paradossalmente, qualora all’Elba prevalesse la linea della “tradizione” e quindi della permanenza con Livorno, l’isola potrebbe anche scontrarsi con gli interessi di Piombino che, al contrario, sceglierebbe di andare a braccetto con Grosseto, come successo per la gestione dei rifiuti. E, nel caso in cui il salto di Provincia si materializzasse come una possibilità, diversi sindaci elbani ci farebbero un pensierino. «Non avrei dubbi, ho la mamma di Follonica – scherza Luca Simoni, sindaco di Porto Azzurro che poi torna subito serio – credo che, per caratteristiche, l’isola è più vicina al grossetano di quanto lo sia la provincia di Livorno. e poi se Piombino dovesse scegliere Grosseto, per logica, sarebbe opportuno seguire la stesa strada». Stessa opinione del sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi: «È una questione di affinità territoriale – spiega – chiaramente qualche problema per la riorganizzazione dei servizi ci sarebbe, dal momento che siamo sempre stati con Livorno, ma potrebbero essere superati».
Chi invece non vede di buon occhio la possibilità di entrare nell’orbita della maxi Provincia con Grosseto e Siena è il sindaco di Campo, Vanno Segnini. «Siamo sempre stati con Livorno – spiega – non vedo perché dovremmo cambiare, dal momento che siamo vicini a Livorno dal punto di vista politico e culturale. Piombino vuole cambiare, non credo che sia giusto che l’Elba sia trascinata in questo tipo di decisione». Anche per questo c’è chi, come il sindaco di Rio Nell’Elba Danilo Alessi, ritiene doveroso «un confronto tra tutti i primi cittadini elbani per mettere in piedi una strategia comune e quindi chiedere un incontro con i colleghi della Val di Cornia».
Il quadro, insomma, deve ancora delinearsi, così come devono assestarsi le posizioni dei sindaci elbani. E se il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti vedrebbe di buon occhio «una provincia della costa Toscana sud con Livorno e Grosseto e, nel caso di una scelta, sarebbe meglio Grosseto per caratteristiche e potenzialità», il primo cittadino di Portoferraio, Roberto Peria, ammette «di aver pensato all’accorpamento con Grosseto per le interessanti prospettive turistiche ed economiche. Ma dal momento che le competenze provinciali in termini economici e sociali passerebbero ai Comuni, credo che la scelta più giusta sarebbe rimanere con Livorno, con la quale l’Elba ha in comune la gestione di servizi importanti».
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