Paura passata, ora si indaga sulle cause
Allarme rientrato solo a notte inoltrata. E il rogo fotocopia di tre anni fa vicino al cimitero alimenta i sospetti di dolo
SANT’ILARIO. «Madonna se erano alte quelle fiamme, meno male che poi il maestrale se l’è portate via».
Sono passate solo poche ore dall’incendio che, lunedì notte, ha fatto vivere agli abitanti di Sant’Ilario ore di paura. Ieri mattina, nella piazzetta ai piedi della frazione di Campo, non si parlava d’altro. Alcuni anziani parlottavano tra loro: ognuno raccontava da dove aveva assistito al rogo, ognuno tirava fuori dal cassetto ricordi sbiaditi di quando, nel ’71, le fiamme furono più violente e divorarono ettari ed ettari di vegetazione, tanto che servì l’intervento dell’esercito per fermare l’emergenza.
Per cinque ore, a Sant’Ilario, gli abitanti hanno provato sensazioni simili, quando le fiamme sono partite dalla strada che va al Casotto, nella zona del cimitero del paese. «La è tutto secco – commentano gli anziani seduti nella piazzetta – il fuoco ha fatto presto a camminare». E in effetti, poco prima delle 21 le fiamme erano già belle alte e, spinte dal vento, si sono levate minacciose fino quasi ad attaccare la base del cimitero e arrivando ad un centinaio di metri da una villetta situata a poca distanza tanto che, i residenti, si sono allontanati per precauzione.
La macchina dei soccorsi si è attivata senza sosta con in prima linea i vigili del fuoco, la protezione civile La Racchetta, corpo forestale, ex Unione dei Comuni, Provincia e il personale delle associazioni di volontariato.
Il sindaco di Campo Vanno Segnini ha seguito da vicino lo svolgimento delle operazioni.
La priorità dei soccorritori è stata quella di impedire all’incendio, che ha lambito la parte superiore del centro abitato, di avvicinarsi alle case. L’elicottero ha effettuato diversi lanci d’acqua, prima di lasciare il luogo delle operazioni intorno alle 21,30.
Una volta riportata sotto controllo la situazione nei pressi del centro abitato, i vigili del fuoco hanno spostato la propria attenzione verso altri due focoloai, che hanno attaccato la vegetazione più a monte, più verso il Perone.
Intorno all’una la situazione è tornata sotto controllo, con le operazioni di spegnimento concluse intorno alle 3, grazie all’impegno di tutti i soccorritori..
Gli uomini della protezione civile e i volontari sono rimasti a presidiare l’area per tutta la notte e anche nella giornata di ieri. In tutto l’incendio ha divorato due ettari di vegetazione dietro al cimitero.
Adesso spetta al corpo forestale accertare le cause dell’incendio. Ieri gli agenti hanno effettuato una ricognizione in cerca di eventuali inneschi.
Al momento tutte le ipotesi sono aperte, anche se le caratteristiche del rogo sembrano poter escludere l’accidentalità. Il dolo, insomma, è probabile, specialmente se si tiene conto che, nel 2009, un altro incendio partì dalla stessa zona del cimitero. Basta questo per alimentare sospetti.
«Si è trattato di un incendio fotocopia rispetto a quello del 2009 – commenta Gian Mario Gentini, responsabile della protezione civile La Racchetta – stesso punto di innesco e, all’incirca, alla stessa ora».
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