Anselmi: «Il governo decida sul futuro della Lucchini»
Incontro a Livorno tra la la commissione speciale lavoro della Provincia e quella di emergenza occupazionale del Consiglio regionale della Toscana
«I massimi livelli di governo devono decidere che cosa fare del settore siderurgico della provincia di Livorno, che tra l'altro è il secondo polo del Paese. La nostra preoccupazione è rivolta all'occupazione e al futuro della Lucchini e della ex Magona alla luce anche dello stop per un mese dell'altoforno per il calo delle commesse». Con queste parole Ringo Anselmi, assessore al Lavoro della Provincia di Livorno, ha illustrato la situazione del settore a margine dell'incontro di stamani a Livorno tra la la commissione speciale lavoro della Provincia e quella di emergenza occupazionale del Consiglio regionale della Toscana voluta per fare il punto della situazione.
«La riunione che abbiamo fatto - ha affermato Anselmi - e che precede l'incontro al ministero dello Sviluppo economico sul caso Lucchini e Magona con il Governo del 17 luglio prossimo, ha evidenziato tutte le problematiche relative all'andamento produttivo e occupazionale diretto e indiretto del comparto siderurgico di Piombino». Con la fermata imposta dell'altoforno, anche secondo i sindacati, si prospetta un acutizzarsi delle già presenti difficoltà, perchè il risanamento della Lucchini programmato dal nuovo consiglio d'amministrazione diventa più difficile. Oltre alla Lucchini - 2.143 lavoratori più 1.500 dipendenti di imprese collegate - sono coinvolti anche i lavoratori della Magona che conta 545 dipendenti e 200 di indotto.I massimi livelli di governo devono decidere che cosa fare del settore siderurgico della provincia di Livorno, che tra l'altro è il secondo polo del Paese. La nostra preoccupazione è rivolta all'occupazione e al futuro della Lucchini e della ex Magona alla luce anche dello stop per un mese dell'altoforno per il calo delle commesse».
Con queste parole Ringo Anselmi, assessore al Lavoro della Provincia di Livorno, ha illustrato la situazione del settore a margine dell'incontro di stamani a Livorno tra la la commissione speciale lavoro della Provincia e quella di emergenza occupazionale del Consiglio regionale della Toscana voluta per fare il punto della situazione. «La riunione che abbiamo fatto - ha affermato Anselmi - e che precede l'incontro al ministero dello Sviluppo economico sul caso Lucchini e Magona con il Governo del 17 luglio prossimo, ha evidenziato tutte le problematiche relative all'andamento produttivo e occupazionale diretto e indiretto del comparto siderurgico di Piombino». Con la fermata imposta dell'altoforno, anche secondo i sindacati, si prospetta un acutizzarsi delle già presenti difficoltà, perchè il risanamento della Lucchini programmato dal nuovo consiglio d'amministrazione diventa più difficile. Oltre alla Lucchini - 2.143 lavoratori più 1.500 dipendenti di imprese collegate - sono coinvolti anche i lavoratori della Magona che conta 545 dipendenti e 200 di indotto.
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