Il Tirreno

Con l’acconto di giugno l’Imu sfiora i 5 milioni

di Valeria Parrini
Con l’acconto di giugno l’Imu sfiora i 5 milioni

Il gettito ha già raggiunto il 57% della previsione complessiva per il 2012 Se il trend sarà confermato, l’assessore Giuliani punterà a ribassare le aliquote

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PIOMBINO. In regola con l’Imu. I piombinesi hanno rispettato abbondantemente le previsioni. E con l’acconto di giugno hanno versato nelle casse del Comune, per buona parte in via transitoria perchè una quota sarà appannaggio dello Stato, quattro milioni e 800 mila euro. Circa il 57% degli 8 milioni e 464 mila euro che si stima di ottenere complessivamente dal gettito. Saldo di fine anno compreso.

Il raggiungimento dell’obiettivo stimato, a questo punto, appare realistico.

A collo torto e con qualche sacrificio, i contribuenti hanno fatto di necessità virtù. Gli appelli alla rivolta fiscale non hanno attecchito.

Il dato è generalizzato. Sono rare le situazioni in cui nei Comuni la riscossione della prima tranche sia risultata inferiore al previsto. Tanto che i 9,5 miliardi raccolti in tutto il Paese fino al 18 giugno scorso, hanno già fatto dire al sottosegretario alle Finanze, Vieri Ceriani, che non serviranno ritocchi alle aliquote. Perchè, dopo tutto, c’era anche questo rischio.

Nessuna certezza sulla destinazione delle risorse ricavate con l’Imu nel 2013. Sull’argomento, il governo non ha ancora offerto garanzie ai Comuni a cui era destinata per intero la vecchia Ici.

Dati precisi, ancora non ce ne sono. Risulta probabile, però, che anche i piombinesi, in maggioranza, abbiano optato per le due rate, saltando l’acconto di settembre possibile su quanto dovuto per la prima casa. In tutta Italia solo il 5,5% dei proprietari di immobili ha deciso di distribuire l’anticipo in due rate: 18 giugno e 17 settembre.

Per tutti, saldo il 17 dicembre. E se con gli acconti i contribuenti hanno versato ovunque il 4 per mille per l’abitazione principale e il 7,6 per mille per gli altri immobili, al momento del conguaglio i conti andranno fatti sulle aliquote fissate dai singoli consigli comunali.

Per Piombino, il 5 per mille sulla casa in cui si vive e relative pertinenze. Un punto in più (del 6 per mille il 3,8 andrà allo Stato) per le unità immobiliari assegnate con affitti concordati o concesse in uso gratuito a parenti entro il secondo grado.

Otto per mille (4,2 al Comune, il resto allo Stato) per alloggi locati con contratti diversi e il 10,6 per mille (di cui il 6,8 al Comune) sugli altri fabbricati di categoria catastale A (eslusi A 10). Il 7,6 per i fondi e aree fabbricabili.

«Finora abbiamo parlato del 50% secco dell’aliquota base. A dicembre sapremo se il trend positivo sara confermato. Ci auguriamo che col saldo maturino le condizioni per ritoccare le aliquote al ribasso», commenta l’assessore alle Finanze, Massimo Giuliani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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