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Un'altra spiaggia recintata, Legambiente s’infuria

Un'altra spiaggia recintata, Legambiente s’infuria

Polemiche per la chiusura di un tratto dell'arenile del Bagno, a Marciana Marina L'associazione: "Ennesima privatizzazione selvaggia"

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Un recinto apparso sulla spiaggia del Bagno, proprio dove gli abitanti di Marciana Marina tirano in secco le barche. Paletti in legno fino quasi alla battigia, con una corda a delimitare una porzione di spiaggia e dei cartelli con su scritto “proprietà privata”. È bastato questo per far scattare la protesta di Legambiente Arcipelago toscano che ha puntato il dito contro quella che, per l'associazione, è «l'ennesima privatizzazione della costa».

«Da giorni - sostiene Legambiente - sulla spiaggia davanti alla ex tonnara, frequentata dagli abitanti di Marciana Marina, è apparsa una recinzione che sembra estendersi sulla spiaggia verso la battigia, anche oltre il limite previsto per consentire la balneazione. E, dato da non trascurare, non sono visibili cartelli autorizzativi né da parte del Comune, né da parte della capitaneria di porto».

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