Biblioteca comunale più ricca grazie al Fondo dei libri antichi
Dopo un lavoro di 14 anni, il Comune di Campiglia ha completato il recupero dei volumi, preziosi per la valorizzazione della memoria storica della comunità, e pubblicato il catalogo
CAMPIGLIA. Quattordici è il numero degli anni impiegati dall’amministrazione comunale per rimettere in ordine i volumi del Fondo antico della vecchia biblioteca comunale ‘’Renato Fucini’’, datati dal XVIII al XIX secolo.
L’epilogo di questo lungo percorso di recupero, restauro e riordino si materializza nella pubblicazione del catalogo del Fondo antico, che, incustodito per anni, traslocato e accatastato di volta in volta in ambienti diversi, oggi è conservato nella biblioteca comunale di Venturina. Si apre così una nuova fase per la biblioteca che, oggi, si arricchisce di un corpus librario, costituito da migliaia di libri antichi, molto prezioso per la comunità locale, ma non solo.
A partire dal 1998, con un progetto articolato in più fasi, sono stati compiuti e predisposti gli interventi necessari per il restauro e il riordino del Fondo librario. A coordinare il lavoro di recupero, inventariazione e catalogazione Silvana Pratesi, curatrice del progetto, e Valeria Nannini, incaricata della ricerca storica del fondo e dei testi. Un percorso lungo, ma soprattutto faticoso perché fatto in maniera manuale.
Adesso che il Fondo è stato riportato alla luce e al suo antico splendore, non rimane che aprirlo, sfogliarlo e studiarlo. E per i ricercatori, e più in generale per gli studiosi, qui c'è da veramente sbizzarrirsi. Il Fondo antico, infatti, è composto da una ventina di volumi di particolare pregio del 500 e 600; notevole è il numero delle pubblicazioni del diciottesimo secolo (circa 300). La loro connotazione tematica è varia come le discipline trattate.
«Si va dai classici greci e latini alla letteratura italiana e francese, alla storia, alla filosofia, alla geografia e ai resoconti di viaggio – spiega Valeria Nannini - Molti sono anche gli scritti scientifici di matematica, fisica, biologia, geologia e mineralogia, botanica, scienze naturali, agraria ed in particolare sulla viticoltura e la coltura dei campi, di veterinaria e soprattutto di medicina. Non mancano e enciclopedie, scritti di teologia e storia della chiesa ed opere pedagogiche – conclude Nannini – Si trovano pubblicazioni in latino e in lingua francese, come dettava la cultura dominante del diciannovesimo secolo; poche quelle in lingua inglese».
Il patrimonio del Fondo antico si è formato nel corso del tempo anche grazie a donazioni librarie da parte di cittadini: «Da un attento esame delle pubblicazioni abbiamo potuto ricostruire in parte questa evoluzione attraverso l’analisi di varie note manoscritte riconducibili a cittadini campigliesi della metà dell’ottocento ed ex libris presenti sui frontespizi dei volumi - spiega Silvana Pratesi – Spiccano i nominativi di alcune persone autorevoli, quali i farmacisti Luigi Mussio e Giovanni Carboncini, i canonici Carlo del Mancino e Vincenzo Pierallini, il sindaco e farmacista Macedonio Benucci, il consigliere comunale Iacopo Danielli, e infine il custode della biblioteca Cristofano Piacentini».
Di notevole interesse sono le annotazioni personali che si trovano sulle pagine bianche iniziali e finali di alcuni esemplari. «Gli strumenti principali per accedere al Fondo sono Il catalogo bibliografico cartaceo e il catalogo on-line, consultabile alla pagina internet http://opacsol.comune.livorno.it/SebinaOpac/ - spiega il responsabile della biblioteca comunale di Campiglia, Paolo Volpini - Per accedere al Fondo antico occorre seguire delle norme standard per salvaguardare lo stato di conservazione dei volumi – conclude Volpini – Nulla di complicato, basta rivolgersi al personale addetto». Per ulteriori informazioni telefonare allo 0565-839334.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
