«In ansia per mio fratello, vuole soltanto pescare»
La preoccupazione di Arianna, la sorella del comandante dei “Dieci Angiolillo” L’imbarcazione è a Bosa (Sardegna), contestata dalla comunità locale
PORTO AZZURRO. «Siamo preoccupati per mio fratello. So che ha ottenuto le autorizzazioni del Ministero, è in regola eppure vogliono cacciarlo». Fatica a nascondere la preoccupazione la signora Arianna, sorella del comandante del peschereccio “I dieci Angiolillo” Nicola Ottanelli.
Il fratello si trova con altri nove membri dell’equipaggio a Bosa, nella Sardegna occidentale, nel mirino dei pescatori e dei residenti locali che hanno dato vita a una rivolta popolare proprio contro la presenza dell’imbarcazione elbana. Da giorni infatti gli equipaggi iscritti alla Marineria di Bosa hanno puntato il dito contro il peschereccio “straniero”, preoccupati per la modalità di pesca “al cianciolo” e dei suoi effetti sull’habitat marino di quell’angolo di Sardegna. Il tipo di pesca effettuato da Ottanelli, diffuso all’Elba, è considerato come un incubo dai pescatori di Bosa. Ciò è bastato per creare una sommossa contro il peschereccio toscano che recentemente aveva ottenuto la registrazione presso l’Autorità marittima sarda. Ma da quattro giorni, quando Ottanelli e il suo equipaggio sono arrivati nel porticciolo sardo, il livello della tensione si è alzato e al peschereccio è stato impedito, manifestazione dopo manifestazione, di effettuare le proprie battute di pesca. Il rischio per Ottanelli è costituito da un decreto - si attende nelle prossime ore - che sancirebbe il divieto di pesca a cianciolo per i prossimi tre mesi e, quindi, la ritirata de “I dieci Angiolillo”.
A ragione o a torto è innegabile che, a Capoliveri dove risiede Ottanelli, le voci che rimbalzano dalla Sardegna non possono che preoccupare parenti e conoscenti. «Le nostre famiglie sanno che siamo qui, non possono certo stare tranquille – racconta Nicola Ottanelli, raggiunto telefonicamente – sono venuto a Bosa perché il posto mi piaceva, lo scorso anno eravamo venuti a pescare e non c’erano stati problemi. Forse ai colleghi dà fastidio che, con la recente registrazione all'Autorità marittima di Bosa, anche noi possiamo accedere ai fondi regionali da 1,9 milioni di euro per il rilancio della pesca».
Ieri Ottanelli ha trascorso una giornata frenetica, passata a gestire i sopralluoghi a bordo dei carabinieri e della capitaneria di porto che hanno analizzato nel dettaglio il peschereccio per valutare la regolarità delle attrezzature al centro delle polemiche. «Da quando siamo qui siamo sotto la scorta delle forze dell’ordine – spiega il comandante de “I dieci Angiolillo” – vogliamo riprendere al più presto con la pesca. Ma la situazione non è semplice. Abbiamo ricevuto minacce, non possiamo essere sereni».
Luca Centini
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