Il presidio
Maturità, esordio senza paura
La maggioranza dei ragazzi sceglie i temi sulla crisi e sul disagio del 20 anni: «Erano gli unici fattibili»
PIOMBINO. I giovani e la crisi, il disagio di avere vent'anni. Ma anche le responsabilità della scienza e della tecnologia. «Ho scelto di parlarne perché mi è sembrato il più semplice» rispondono gli studenti, che quasi in massa hanno optato per le tracce più generali tra quelle proposte dal Ministero dell'Istruzione per la prima prova dell'esame di stato 2012.
Un appuntamento col quale ieri si sono confrontati 186 studenti delle superiori cittadine, che intorno alle nove si sono visti consegnare le tracce arrivate via web. La procedura, che si svolgeva per la prima volta nella storia degli esami, ha funzionato ovunque con semplicità.
I primi a cominciare, già alle 8,45, sono stati gli studenti dell'Itc Einaudi, uno degli istituti dove il successo dei titoli è stato più variegato. Francesco Fais, della quinta Programmatori Mercurio, ha scelto di parlare di scienza e tecnologia: «Le altre tracce – spiega – mi sono sembrate più complesse. Quella sulla crisi, poi, così piena di numeri, era quella più tosta».
Non così la pensa la sua compagna della quinta Igea Yana Kravchuk, ucraina, da otto anni in Italia: «Ho scelto di parlare della crisi perché era l'unico argomento sul quale sapevo esattamente cosa scrivere».
Tema ispirato alla massima dello scrittore esistenzialista Paul Nizan («Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita») per Virginia Callai, quinta Mercurio, che commenta: «Un titolo pessimista e per questo l'ho scelto. E poi era anche il più facile».
Saggio breve di ambito artistico, dedicato al labirinto, per Francesca Battain, prima studentessa del liceo scientifico a consegnare il suo tema, verso mezzogiorno e mezzo. «Il tema letterario – spiega – era praticamente impossibile da svolgere e per questo credo che nessuno l'abbia scelto. Montale l'abbiamo studiato appena in ambito poetico, ma la prosa, proprio no».
Impressione confermata anche dalle studentesse dell'Ipsct Ceccherelli (quinta Aga), Debora Cammilleri e Benedetta Sarti, entrambe alle prese col tema di ordine generale dedicato ai vent'anni: «Ci è apparso l'unico accessibile – sottolineano – e anche quello in cui si poteva parlare più liberamente. Gli altri erano molto attinenti a ciò che sta succedendo e c'era il rischio che considerazioni troppo soggettive ci portassero fuori tema. Montale? No, a quello neanche abbiamo pensato».
«Il tema a mio giudizio più fattibile era quello sulla crisi – commenta invece Federica Ghisu, anche lei quinta Aga dell'Ipsct – Si trattava anche dell'unica traccia che avesse una qualche attinenza diretta col nostro corso di studi. Tutti però erano affrontabili, anche quello su Montale. Quello sui vent'anni era molto carino, ma si portava dietro il rischio di uno svolgimento troppo lungo».
Preferenze flessibili anche all'Ipsia Volta, dove le tracce sono state consegnate agli studenti attorno alle 8,50. «Molti miei compagni – spiega Francesco Parra, della quinta Tien – hanno optato per la traccia sulla crisi, che è poi quella che ho scelto anch'io. Gli altri temi erano decisamente più difficili. Quello su Montale, poi, qui al professionale credo non sia stato preso in considerazione praticamente da nessuno».
«Per interesse e semplicità ho scelto la traccia sui giovani» racconta Matteo Mancini, anche lui sezione Tien, mentre Walter Sinisi ha optato per il tema dedicato al progresso e a Steve Jobs, «con una serie di considerazioni sui rischi del progresso per l'ambiente e l'uomo». Quasi ovunque facce distese, clima sereno, quasi come se, anziché una tappa decisiva verso il diploma, sulla carta ci fosse solamente un compito un po' più importante del solito. «Diciamo che oggi ci siamo potuti permettere una certa serenità – rispondono gli studenti – Ma da domani, con le prove d'indirizzo, sarà tutta un'altra cosa».
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