Il Tirreno

L’ombra dei tagli selvaggi, nuovo incubo per l’isola

di Luca Centini
L’ombra dei tagli selvaggi, nuovo incubo per l’isola

Stamani (ore 11) l’incontro pubblico per salvare la sede distaccata del Tribunale E scatta la mobilitazione anche per mantenere il presidio di polizia stradale

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PORTOFERRAIO. «Giù le mani dalla sede distaccata del tribunale di Portoferraio». Il grido di allarme è stato lanciato, ormai da mesi, dagli amministratori e dagli avvocati elbani. Ed oggi la mobilitazione per impedire la sforbiciata sulla giustizia dell’isola vive un momento importante, con un incontro aperto al pubblico fissato alle 11 nella sala della Provincia in viale Manzoni. Ma non sono solo i tagli alla giustizia a generare la preoccupazione dell’Elba che, oltre all’eterno mal di pancia sulla sanità, rischia di veder scomparire il presidio di polizia stradale. E, per non farsi mancare nulla, i cittadini devono fare i conti anche con una consegna della posta a singhiozzo.

Giustizia. «Il governo ha la ferma volontà di ridurre il numero delle sedi distaccate – ha spiegato il sindaco di Campo Vanno Segnini – ma l’Elba è una realtà particolare, se si toglie la sede distaccata il disagio per i cittadini sarebbe enorme. Sarebbe l’ennesima aggressione alla nostra insularità». Ma la partita, almeno per il momento, è ancora aperta. La bozza del decreto ministeriale è al vaglio delle commissioni parlamentari e dovrebbe trasformarsi in legge entro il prossimo settembre. Nel disegno del governo c’è il taglio delle sedi distaccate di Portoferraio, Cecina e Piombino, così come le rispettive sedi del giudice di pace. In pratica un cittadino elbano, per qualsiasi tipo di problema con la giustizia, dovrebbe recarsi a Livorno, con tutti i disagi del caso. Nel caso del giudice di pace il paracadute potrebbe essere offerto dai Comuni che hanno la facoltà di farsi carico del servizio, assorbendo i costi della sede e del personale. Per il tribunale l’unica via d’uscita, a cui puntano gli avvocati e gli amministratori, è una deroga, con cui si tenga conto dell’insularità. «Gli strumenti per evitare i disagi ci sono – commenta il vicesindaco di Portoferraio, Cosetta Pellegrini – se vogliono tagliare, devono guardare altrove». Gli stessi avvocati, per voce del presidente dell’associazione forense dell’Isola d’Elba, Alessandro Viti, mettono in dubbio i risparmi di cui lo Stato godrebbe portando a termine tale riorganizzazione. «I costi non sarebbero ridotti – spiega – ma solo scaricati sugli enti locali e sui cittadini».

Servizi a rischio. La giustizia preoccupa, ma non è l’unico servizio che rischia di scomparire. I sindaci elbani, infatti, hanno sollecitato i parlamentari vicini all’Elba per scongiurare la sopprressione del distaccamento di polizia stradale. A tale proposito l’onorevole Pd, Silvia Velo, ha scritto al ministro degli Interni Cancellieri. «Senza l’ausilio della polizia stradale sarà impossibile governare i problemi relativi alla viabilità – dice Velo – è fondamentale garantire, inoltre, il presidio di legalità che altrimenti, con una presenza antropica di 250mila persone in estate sarebbe messo a rischio».

E non è tutto, come dimostrano le proteste di diversi cittadini per la consegna della posta a rilento in diverse zone del centro di Portoferraio. «Auspico che il tavolo tecnico – spiega Velo – attivato da Poste Italiane sia uno strumento utile per individuare le cause dei problemi. Invito tutti i cittadini che hanno ricevuto le sanzioni per i ritardi a recarsi negli uffici postali per fare reclamo ed ottenere così i dovuti risarcimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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