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Ex operai dell’Unione senza niente da fare
L’Udc solleva il caso in Provincia: lavoratori privi di mezzi e mansioni parcheggiati in un capannone
PORTOFERRAIO. Gli operai dell’ex Unione dei Comuni, in attesa di passare nell’organico della Provincia di Livorno, sarebbero stati “parcheggiati” momentaneamente in un capannone, «senza mezzi e mansioni».
È quanto sostiene Marco Landi, capogruppo Udc nel Consiglio provinciale, che ieri ha fatto un’interpellanza al presidente Giorgio Kutufà chiedendo lumi sulla situazione dell’ex ente comprensoriale elbano.
«Il gruppo di lavoro individuato dal presidente – afferma Landi – ha tolto telefoni, auto, posta elettronica ed economato ai dipendenti dell’Unione, che non sono operativi dal 20 maggio. Una situazione – spiega Landi – che oltre a rappresentare un enorme problema a livello politico, sta mortificando gli operai. Queste persone potrebbero essere molto utili per la comunità, soprattutto adesso che mancano da fare alcuni lavori molto importanti, come lo sfalcio dell’erba a lato di alcune strade e la riasfaltatura in un tratto della provinciale del Monumento, fra Marina di Campo e Lacona».
Il momento delicato che stanno attraversando gli operai dell’ex Unione dei Comuni potrebbe essere etichettato come l’ennesimo esempio di inefficienza della pubblica amministrazione italiana. Il personale, infatti, attualmente viene pagato per non lavorare, con conseguente spreco di denaro pubblico.
Secondo il rappresentante dell’Udc, «ai dipendenti dell’ex ente comprensoriale, che non intendono firmare il contratto di lavoro in quanto ritengono che sia stato formulato in contrasto con la legge regionale 68 del 2012, si dice che potrebbero non avere la liquidazione dello stipendio».
Landi chiede al presidente Kutufà «come mai al momento del passaggio di consegne dal commissario straordinario dell’Unione dei Comuni alla Provincia di Livorno non sia intervenuto nessun amministratore», ribadendo la necessità «di costituire un tavolo di coordinamento con il Consorzio dell’Alta Maremma e i Comuni dell’Arcipelago, anche in funzione di avviare le riscossioni e i pagamenti previsti nel piano di successione».
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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