«Fanghi di Bagnoli, partita chiusa»
A Napoli assegnata la gara ma Anselmi e Guerrieri dicono stop
PIOMBINO. A Napoli la gara è stata riappaltata. Ma sul porto non arriverà niente. Nè sedimenti marini. Nè fanghi della colmata a terra. Il sindaco e il presidente dell’Autorità portuale sono categorici.
Il Provveditorato alle opere pubbliche della Campania ha reso nota l’aggiudicazione del primo stralcio dell’intervento per la bonifica di Bagnoli Coroglio.
L’intervento riguarda il risanamento dei fondali, per un importo complessivo di poco meno di 50 milioni, con un ribasso di poco più del 20% sulla base d’asta. Cifra comprensiva del coordinamento della progettazione esecutiva, dei costi per la sicurezza durante l’esecuzione e per il trasporto via mare. Fino a Piombino, dove il materiale era destinato a finire nelle casse di colmata, in fase di completamento, con cui viene ampliata l’area portuale. Aggiudicataria, un’associazione temporanea di imprese tra società venete e campane. Quattrocento60 giorni per terminare.
Il presidente dell’Autorità portuale, da Shangai, parla di partita chiusa.
«Avevamo chiesto la rimodulazione dell’accordo di programma senza ottenere risposte e garanzie dal punto di vista economico. Dopo l’ultimo incontro - afferma Guerrieri - non si è saputo più niente. Quindi sì, partita chiusa».
Un incontro più recente l’ha avuto Gianni Anselmi: «Il cronigramma è saltato come è saltata l’operazione. Pochi giorni fa, nel corso di una riunione al ministero dell’Ambiente, lo abbiamo detto chiaro e tondo», puntualizza il sindaco. Che aggiunge: «Al ministero abbiamo chiesto la separazione dell’accordo. Ciascuno si tenga i suoi rifiuti e i suoi soldi. Era presente anche il vicesindaco di Napoli». Per la bonifica delle nostre aree, il sindaco guarda con interesse all’intesa raggiunta a Trieste. «Denota - dice - una visione ministeriale più dinamica rispetto a quella offerta dalla direzione Mascazzini».(v.p.)
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