«Primi cittadini a braccetto della direzione aziendale»
«Dopo le partecipate manifestazioni con a capo i sindaci e l’ attivazione di tavoli provinciali e regionali per dare assetti certi e solidi ai servizi sanitari, tutto è rimasto come...
PORTOFERRAIO. «Dopo le partecipate manifestazioni con a capo i sindaci e l’ attivazione di tavoli provinciali e regionali per dare assetti certi e solidi ai servizi sanitari, tutto è rimasto come deciso dalla direzione aziendale». A sostenerlo è il segretario provinciale del sindacato Fials, Massimo Ferrucci.
«Le attività di ortopedia hanno visto una riduzione, la telerefertazione per gli esami radiografici è stata ampliata, il laboratorio di analisi è ridotto ai minimi termini mentre l'atteso potenziamento delle attività territoriali è rimasta una aspirazione insoddisfatta – fa presente Ferrucci – la Conferenza dei sindaci elbana ha dimostrato la propria totale subalternità alla direzione della Asl 6 e mal si comprendono le ragioni di tale atteggiamento palesemente contraddittorio».
Secondo il sindacato Fials i sindaci hanno condiviso ed accettato la costruzione del nuovo ospedale di Livorno e le strutture dipartimentali all'origine della concentrazione dei poteri a Piombino e Livorno con il depotenziamento dei servizi sanitari nell'isola. «Dopo hanno sfilato alla testa dei cortei contestando le scelte della direzione aziendale ed ancora successivamente hanno fornito parere favorevole alla sua conferma. Ora ritengono tutto risolto perché la direzione aziendale ha nominato un nuovo responsabile di zona ed un direttore sanitario del Presidio Ospedaliero di Portoferraio? Nel presente la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente con il pericolo di una concentrazione dei servizi in area vasta cioè nella azienda universitaria pisana ed una sottrazione di risorse per la ASL 6. Basta pensare che nel progetto di area vasta è previsto un risparmio sulla voce del personale di 4 milioni di euro nel triennio 2012-2015».
Il sindacato autonomo non risparmia critiche ai colleghi dei sindacati confederali. «Avevano condiviso tale scelta di riduzione dei servizi con l'accordo sottoscritto con la direzione aziendale nel luglio del 2010 – spiega Ferrucci – quella ristrutturazione contemplava il potenziamento dei livelli di area vasta quale livello ottimale di risposta organizzativa. Accettava gli assetti dipartimentali e la riduzione delle risorse di personale. In sostanza veniva data carta bianca alla Asl per ridimensionare le attività di laboratorio, radiologia e nelle aree di degenza, accorpando le unità operative sotto il nome del mitico modello per intensità di cura. Qualcuno dovrebbe farsi autocritica. Il Fials per sua parte promuoverà in questo mese una iniziativa di mobilitazione nella zona elbana per definire una propria piattaforma rivendicativa ed incontri con le forze istituzionali».
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