La commedia sexy, due libri di Lupi ne celebrano i fasti
PIOMBINO. C'era una volta la commedia sexy. Erano gli anni Settanta, e un manipolo di registi s'inventò di colpo un filone molto particolare dove altrettante dive giocavano disinvolte con tre...
PIOMBINO. C'era una volta la commedia sexy. Erano gli anni Settanta, e un manipolo di registi s'inventò di colpo un filone molto particolare dove altrettante dive giocavano disinvolte con tre baluardi dello stereotipo italiano: casa, scuola e caserma. Sono passati quasi quarant'anni, e oggi quel cinema che a suo tempo i critici non esitarono a bollare come trash, diventa un cult da riscoprire.
A celebrarne i fasti lo scrittore piombinese Gordiano Lupi, che già in passato si era occupato dei sexy b-movie, e che oggi torna in libreria con due pubblicazioni, «Nude... si ride» (pp. 230) e «Grazie... zie!» (pp. 260), rispettivamente volume primo e secondo della corposa opera «Le attrici e i registi della commedia sexy italiana».
I due libri sono editi da Profondo Rosso nell'ambito della serie «La storia, i generi e le attrici del cinema erotico in Italia dalle origini a oggi».
Due libri in cui Lupi analizza e racconta i tanti film della commedia erotica degli anni Settanta passando parallelamente in rassegna le figure, ormai entrate nell'immaginario collettivo, della liceale, l'infermiera, la poliziotta, la professoressa e tutte le altre stravaganti (e nudissime) figure tipiche di questo scollacciato filone cinematografico tutto nostrano.
A distinguere il primo volume, la prefazione di Orchidea De Santis («Io e gli anni ruggenti del cinema italiano»), il capitolo introduttivo «Breve storia della commedia sexy» e le parti monografiche dedicate a Sergio Martino, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini e Fernando Cicero.
Nel secondo volume l'attenzione di Lupi si sposta su Nello Rossati, Giuliano Carnimeo e Marino Girolami, per chiudere con i due capitoli «Non solo commedia sexy» e «Figure minori tra gli autori della commedia sexy». Un intero capitolo, inoltre, è dedicato a un caposaldo del trash, «Incontri molto ravvicinati del quarto tipo», girato nel 1978 da Mario Gariazzo e ultimato da Gianfranco Baldanello.
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