Il presidio
Degrado al teatro dei Vigilanti Presto l’intervento di restauro
PORTOFERRAIO. Magistrale presentazione della storia e delle caratteristiche del teatro napoleonico dei Vigilanti. Meno scintillanti, però, le condizioni della struttura che hanno bisogno di un...
PORTOFERRAIO. Magistrale presentazione della storia e delle caratteristiche del teatro napoleonico dei Vigilanti. Meno scintillanti, però, le condizioni della struttura che hanno bisogno di un deciso intervento di restauro.
È questa l’idea che si è potuto fare chi ha partecipato alla visita guidata nel teatro portoferraiese, curata dall’architetto Leonello Balestrini. Una visita suggestiva che, tuttavia, ha offerto un’occasione per toccare con mano le condizioni del teatro che non sono ottimali. Alcune parti di intonaco si sono scrostate, i drappi logorati e strappati e si vede anche qualche poltrona danneggiata.
L’assessore alla cultura Antonella Giuzio rassicura: «Conosciamo il problema ed è previsto un intervento al Vigilanti appena saranno reperite le risorse finanziarie».
Nel corso della visita guidata sono state raccontate le vicende che hanno portato la ex chiesa seicentesca del Carmine a diventare teatro. A raccontarlo non poteva che essere l’architetto Leonello Balestrini. Circa 15 anni fa fu incaricato dal sindaco Giovanni Fratini di attuare un restauro dello storico edificio.
Sul palcoscenico, oltre al tecnico, si sono esibiti quattro musicisti che hanno presentato altrettanti brani scritti da Leonardo Pizzorno, che sta creando un musical dedicato all’imperatore.
Balestrini ha quindi narrato le vicende che portarono il generale corso a far eseguire, in tre soli tre mesi, nel 1814, la ristrutturazione della chiesa per realizzare quella che oggi è chiamata la “bomboniera”, un teatro piccolo ma grazioso e funzionale. Rivolgendosi al pubblico l'architetto ha voluto sottolineare la necessità di una manutenzione straordinaria. «Il teatro – ha evidenziato – mostra i segni del tempo. Non si tratta di incuria ma dell’azione degli anni che passano. È inevitabile che intonaci, suppellettili, arredi, debbano essere rivisitati per riportarli ad un aspetto migliore. Il teatro è una struttura fondamentale del percorso culturale della nostra città e il Comune agirà in proposito».
Stefano Bramanti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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