Voto amaro, la sinistra non cancella il tabù elbano
Ciumei e Simoni hanno stravinto nonostante la debacle nazionale della destra Fabiani (Pd): «Serve una riflessione». Adriani (Sel) attacca: «La colpa è loro»
PORTO AZZURRO. Le urne sono chiuse. E, come sempre accade, c’è chi stappa lo spumante e chi, al contrario, si interroga sugli errori commessi e le occasioni mancate. Le elezioni di Marciana Marina e Porto Azzurro hanno dato due messaggi chiari: Luca Simoni e Andrea Ciumei hanno vinto a mani basse. E lo hanno fatto sovvertendo la tendenza nazionale che ha visto, in questa tornata elettorale, il centrodestra annaspare, schiacciato tra il fiato corto del fronte berlusconiano e la caduta “belsitesca” della Lega Nord. La destra all’Elba ha tenuto. Eccome se ha tenuto. Ciumei a Marciana Marina ha raccolto 761 voti, solo una preferenza in meno rispetto al 2007, quando però avevano votato 50 persone in più. Mai nel paese marinese si era vista una forbice così ampia tra il centrodestra e la sinistra, rappresentata stavolta da Paolo Di Pirro che ha raccolto 70 consensi in meno rispetto a quanto aveva fatto De Fusco 5 anni fa.
La musica non cambia più di tanto a Porto Azzurro. Correani e la sua Vivere Porto Azzurro hanno fatto bene ma non benissimo. E Luca Simoni è andato vicino a raccogliere il 50% dei consensi, staccando di 266 preferenze l’avversario di centrosinistra. La Vela, pur perdendo qualcosa come 500 voti rispetto al 2007, quando Papi aveva schiacciato Mazzerbo con il 72,58%, si è imposta, presumibilmente aiutata dalla frammentazione causata dall’Ancora e da Porto Azzurro Libero Pensiero che non hanno fatto altro che disperdere il dissenso creatosi tra l’elettorato e l’amministrazione uscente.
Il centrodestra, insomma, ha delle ottime ragioni per sorridere all’Elba. Non si può dire la stessa cosa delle forze di centrosinistra che - è inutile sottolinearlo - hanno perso un’occasione propizia per cavalcare l’onda favorevole su scala nazionale. «La premessa è che abbiamo perso – dice senza nascondersi dietro a un dito Valerio Fabiani, responsabile Pd Val di Cornia - Elba – ci sarà il tempo per fare un’analisi accurata del voto, ma non siamo stati in grado di intercettare in modo efficace il dissenso. Qualcosa tra le amministrazioni uscenti e l’elettorato si è rotto, ma noi non siamo stati in grado di approfittarne. Sia a Porto azzurro che a Marciana Marina dovremo capire perché le esperienze civiche non sono state abbastanza convincenti. Per noi inizia un lavoro impegnativo per mettere in campo all’Elba un’alternativa più incisiva. Ringraziamo comunque i candidati».
Riflessione, dunque. Anche se c’è chi - a sinistra - mette da parte per un attimo la dipolomazia e dà un’interpretazione netta di quanto accaduto. «A Porto Azzurro Correani ha fatto un buon lavoro riducendo il distacco dal centrodestra – commenta Cristiano Adriani, segretario di zona di Sel – non è stato lo stesso a Marciana Marina. Mentre il centrodestra in Italia era alle corde nel comune marinese abbiamo registrato il peggior risultato elettorale di sempre». Il segretario di zona ha le idee chiare su chi sono i responsabili del fallimento contro Ciumei. «Il candidato e la lista hanno fatto il loro, le responsabilità sono del Pd che si è dimostrato impalpabile – sostiene – non ha espresso un consigliere eletto e non ha dato un contributo in termini di voti». La sensazione è che, alle ruggini interne che hanno accompagnato - tra autocannibalismi e contrasti interni - la campagna elettorale, il centrosinistra non sia stato in grado di agganciare il malcontento degli elettori marinesi, molti dei quali (714 pari al 34%) non si sono recati alle urne, sebbene il dato sia gonfiato dall’aumento degli elettori all’estero.
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